Disclaimer: DragonBall e tutti i suoi personaggi sono proprietà di Akira Toryiama e Studio Bird. La seguente storia è stata scritta senza scopo di lucro, solo per dilettare chi vorrà leggerla.
La rosa d'inverno
Capitolo 15
Una voce roca incitò
la fiera cavalcatura al galoppo, mentre lucenti monete d'oro e
d'argento cadevano nel sentiero polveroso al suo passaggio.
Mendicanti e bisognosi si affrettavano a raccogliere la generosa
elemosina, benedicendo il misterioso e magnanimo cavaliere.
Forti mani, che ben lasciavano intuire una profonda conoscenza
della spada e della lotta, tirarono le preziose redini,
rallentando l'andatura e permettendo allo sguardo acuto dell'uomo
di indugiare sui dintorni.
Lord Piccolo si lasciò sfuggire un sospiro di pena frustrata.
Ma cosa stava dunque accadendo nel Westshire?
Quali forze oscure avevano scatenato quei folli di Ribbon?
Era stato costretto ad allenarsi coi Sayan!
Non lo avrebbe mai creduto possibile...
Conosceva quel popolo di barbari guerrieri e sapeva che lo stesso
Westshire era stato nelle mire nascoste del loro re.
Mai avrebbe voluto scendere a patti con quei selvaggi, ma le
circostanze lo avevano obbligato a sacrificare i sentimenti
personali per il bene dello Stato, costringendolo a dimenticare
l'eccidio perpetrato da quella belva del principe Vegeta nella
pacifica landa di Namek, da dove provenivano i suoi antenati.
Scosse il capo con decisione.
L'incerto presente reclamava la sua attenzione ben più di un
oscuro passato.
Tutto il regno era in preda al terrore del la sparizione del
villaggio di Ginger.
Si diceva che un'abominevole creatura si aggirasse invincibile,
divorando sventurati esseri umani...
Da parte sua, lord Piccolo sperava che gli aiuti richiesti a
Vejitaland giungessero con celerità.
Un sorriso alleviò la gravità della sua espressione.
Chissà come stava il piccolo Gohan?
Non era un mistero che l'onnipotente reggente dell'Ovest adorasse
il figlioletto del comandante delle guardie reali.
Il burbero aristocratico, che aveva rinunciato alla gioia di una
propria famiglia per seguire la Ragion di Stato, aveva riversato
su quel bambino un amore paterno che non si credeva capace di
nutrire.
Ma Gohan era un ragazzino molto speciale!
Perché ad un'intelligenza pronta e vivace univa l'allegro
candore della fanciullezza.
Perché era timido e gentile, affettuoso e riservato.
E poi per un'altra ragione...
Un motivo che nessuno conosceva e che avrebbe sconcertato
chiunque... ma forse non sarebbe rimasto un segreto ancora per
molto.
Forse presto tutti se ne sarebbero accorti, a cominciare da quel
guerriero straordinario di Son Goku e di certo anche lui sarebbe
rimasto sbalordito, come lo fu Piccolo, quel giorno della passata
primavera...
Il piccolo Dende era stato da poco incoronato nuovo sovrano
dell'Westshire, ma ribelli e manigoldi non avevano gradito
l'ascesa al trono del bambino e la nomina di lord Piccolo a suo
protettore.
Tuttavia nessuno avrebbe mai immaginato che Darbula, il rinnegato
capo degli oppositori, sarebbe giunto a levare la spada sul suo
innocente sire.
Invece, nel fiorito giardino dove Dende e Gohan giocavano
spensierati, il diabolico traditore assalì il fedele Sir Popo,
primo guardiano dell'infante sovrano, per poi lanciarsi a lama
sguainata contro Dende...
Piccolo giunse appena in tempo per ammirare il divampare della più
accecante luce spirituale mai avvertita.
Dell'infame Darbula non restava che polvere, dispersa al soffio
della brezza primaverile che gentilmente accarezzava le chiome
dorate del piccolo Gohan, nei cui occhi straordinariamente verdi
traspariva altrettanto stupore per quanto accaduto.
Trascorsero mesi ed il fanciullo non rivelò ancora quel potere
sensazionale, ma lord Piccolo decise di addestrarlo in segreto
all'arte del combattimento e della concentrazione.
Gohan dimostrava un'abilità unica, ma il nobile aveva il
sospetto che il bambino accettasse gli allenamenti più per
rispetto nei suoi confronti che per interesse personale in tale
campo.
Sospirando, lord Piccolo lanciò nuovamente il suo cavallo al
galoppo.
Non aveva tempo per rammentare episodi passati, sebbene si
sentisse molto sollevato di sapere lontano dal pericolo il suo
giovanissimo ed unico allievo.
Di certo Piccolo non avrebbe mai immaginato che il prodigioso e
latente potere di Gohan si sarebbe dimostrato fondamentale per
l'arresto del demone oscuro che vagava alla ricerca della sua
bramata preda.
Piccole dita paffute tamburellavano svogliatamente sulle candide
pagine di un volume storiografico.
Son Gohan, l'esemplare erede del valente comandante Goku, stava
praticamente morendo di noia!
Non che studiare non gli piacesse, al contrario, però... sua
mamma era troppo esigente!
Non gli permetteva neppure di uscire in cortile per prendere una
boccata d'aria.
Lei diceva che faceva troppo freddo fuori, però per Gohan quello
non era un problema.
Il bambino incrociò le braccia sul lucido tavolo, appoggiandovi
sopra la bruna testolina.
In realtà avrebbe dovuto esserci abituato... per la mamma lo
studio era molto importante, ma quando papà partiva per qualche
battaglia allora diventava molto più severa.
Gohan sospirò.
Gli mancava il suo papà... erano già trascorsi diversi giorni
dalla sua partenza.
Qund'era tornato dall'ultima spedizione sembrava molto triste...
aveva sorriso così poco... non era da lui!
Adesso papà doveva aver già raggiunto l'Westshire... quanto gli
mancava casa!
Non che in quel palazzo si trovasse male, però... non c'erano nè
Dende nè lord Piccolo, i suoi migliori amici.
Aveva tanta voglia di rivederli!
Uno strano rumore alla finestra attirò l'attenzione del bambino,
che incuriosito si precipitò ad aprire il balcone, per
ritrovarsi a ruzzolare sul prezioso tappeto mentre qualcosa di
bagnaticcio gli leccava energicamente la faccia.
"Draghetto! Come sei arrivato qui?!" esclamò Gohan
felicissimo abbracciando forte forte il cucciolo di drago con cui
giocava sempre trai boschi del Westshire.
Il cucciolo emise uno dei suoi versi mentre sfregava il muso
contro il petto del bambino.
Poi rapidamente il draghetto prese in groppa il suo giovane amico
suscitandone le gaie risate.
"Ma cosa vuoi fare? No! Aspetta!! Fermati!!!"
Ignorando le proteste di Gohan, il cucciolo volò fuori dalla
finestra.
Verso il fiammeggiante tramonto del sole.
Verso il destino.
Notizie angoscianti circolavano per il Westshire, raccontando di
villaggi inghiottiti nel nulla, di un'ombra mostruosa e malefica
responsabile della sparizione degli abitanti.
La preoccupazione era tale che nessuno prestava attenzione ad un
novizio in viaggio con una fanciulla ferita.
Da parte sua Krilin ascoltava con inquietudine quelle macabre
nuove, incerto se accogliere con sollievo o timore il fatto che i
Sayan fossero in marcia per la loro protezione.
I suoi pensieri erano concentrati sulla sua bionda compagna, che
negli ultimi giorno tremava con frequenza sempre maggiore.
"Non temere" la rassicurava con dolcezza "Superato
questo bosco raggiungeremo il villaggio di Pepper. Lì potrai
riposarti quanto vorrai. Starai meglio!"
C18 scosse il capo.
"Sono in pensiero per mio fratello... ho un brutto
presentimento"
Krilin la strinse un po' più forte tra le braccia, desideroso di
consolarla.
"Vedrai che andrà tutto bene..."
La ragazza si divincolò, guardandolo con una strana luce negli
occhi chiari.
"Come fai a dirlo?!" gli chiese esasperata "Ma
perché fai tutto questo per me?! Tu non mi conosci! N0on sai
niente di me!! Non sai che COSA sono io!!!" un singhiozzo le
spezzò le parole.
Krilin abbassò il volto.
"Non mi occorre sapere di più per capire che non sei come
gli altri"
"Hai ragione: io sono DIVERSA!"
"Sì... sei speciale" il giovane arrossì leggermente.
"Io sono una creatura malvagia!" affermò lei con
disperazione, ma Krilin scosse il capo con calma.
"No, non è così... ti preoccupi per tuo fratello... ti sei
preoccupata per me... le persone veramente malvagie non hanno
simili pensieri. Io posso essere soltanto un monaco apprendista
da quattro soldi... ma ho avvertito qualcosa di misterioso in te...
qualcosa che non deve necessariamente essere usato per il male"
"Come fai a dirlo?" gli chiese sconsolata.
Krilin le sorrise imbarazzato, guardandola appena negli occhi.
"Ma perché io mi fido di te"
Quelle parole le fecero uno strano effetto... come una sensazione
di calore dentro al petto, facendole battere un cuore che credeva
di freddo metallo.
Gli si avvicinò lentamente, incerta su ciò che desiderava fare,
ma consapevole di provare una profonda riconoscenza nei confronti
di quello strano ragazzo e poi... e poi qualcos'altro che non
sapeva definire.
Ma alla bionda amazzone non fu offerto altro tempo per indugiare
sul suo cuore di donna, poiché il più diabolico cacciatore
aveva, infine, scovato la sua preda, a cui si annunciò con una
macabra risata di trionfo.
Continua...