DISCLAIMERS: I pg purtroppo non sono miei ç___ç, ma del grande Inoue-sensei, tranne Kei Veda che è un parto della mia mente malata ^^
Tra "..." il parlato, tra <...> i pensieri
Gli spazi indicano il cambio di POV, le

i cambi di scena.

LOVE POTION
By SAKUYA (aka ELICHAN)

"Allora allora, vediamo... Bene l'infuso di foglie di menta l'avevo già preparato e ne ho abbastanza, la liquirizia... anche quella è pronta e adesso passo nel colino il trifoglio..."
Il ragazzo parlava ad alta voce con se stesso per ricordare mentalmente i passaggi da fare, senza scordarne nessuno. Si avvicinò alla cucina, spense il gas del fornello che era acceso e sul quale vi era un piccolo pentolino con delle foglie verdi al suo interno. Prese con una presina il pentolino e si avvicinò al lavello. Fece attenzione che nemmeno una goccia del liquido che stava filtrando attraverso il colino andasse persa e si recò con calma verso il tavolo sul quale stava lavorando.
Si accorse che aveva riempito di macchie e schizzi di ogni genere il tavolo di legno a cui sua madre teneva tanto e che anche la macchina del gas e il lavello erano sporchissimi.
Insomma la cucina sembrava un vero campo di battaglia. Del resto era così ogni volta che si esercitava o che svolgeva dei compiti a casa, in fondo era pur sempre un apprendista alle prime armi, almeno in quel campo!!
Versò il liquido verde nel contenitore di vetro e mescolò con cura gli ingredienti per qualche secondo.
"Ok... Adesso mi ci vuole un bel lecca lecca al cedro...Vediamo... Ah si eccolo..." prese la scatola che faceva bella mostra di sé su di un ripiano dello scaffale che aveva aperto e prese uno dei lecca lecca al suo interno.
Tornò al tavolo, prese il contagocce e lo riempì del miscuglio che aveva amalgamato poco prima. Versò delle gocce sul dolce di zucchero, stando bene attento a non sbagliare il conto.
"Otto... nove e... dieci... Ok perfetto! E anche questa è fatta... Per fortuna che con le dosi che ci ha dato la prof., non avrà effetto che per 7 giorni, altrimenti un'altra non la reggerei proprio... Ma a chi lo dò adesso?".
Il ragazzo cominciò ad osservare il lecca lecca con aria pensierosa immaginando con che faccia avrebbe potuto dare a una qualsiasi ragazza un lecca lecca. E con quale scusa poi? Doveva riflettere.
Ripeté la stessa operazione su un secondo lecca lecca per essere sicuro, versò il liquido rimasto in un barattolino di vetro, lo chiuse con cura e poi lo portò con sé insieme ai lecca lecca che aveva nuovamente incartato nel cellofan, chiudendoli con il nastrino rosso che prima li avvolgeva.
Uscì dalla cucina chiudendo la luce, dopo aver messo tutte le cose che aveva usato nel lavello e infischiandosene del disastro che aveva lasciato, in fondo sua madre era una donna MOOOOLTO comprensiva...



"Hanamichi... a quest'ora si arriva?" chiese Mito sorridendo al suo amico che stava entrando tutto trafelato in classe, due secondi netti prima del suono dell'ultima campanella.
"Grrrr guai a te se dici altro... Me ne stavo venendo per i fattacci miei, già in ritardo tra l'altro per colpa di quella cavolo di sveglia che non ha suonato..."
"...Perché non l' hai sentita..." disse Mito sghignazzando
"Yohei.... sta attento a te..." gli rispose il rossino con uno sguardo molto eloquente prima di continuare "...Insomma me ne venivo a scuola quando non ti vado a incontrare quella maledettissima volpe? E' sbucato fuori dal nulla e dato che dormiva stava attraversando col rosso. Non puoi capire quello che ho dovuto fare per fermare la sua bici e svegliarlo per dirgli di stare attento. In fondo lui deve morire solo dopo essere stato umiliato dal grande Tensai!! AH AH AH!"
"Aspetta fammi capire bene... Tu hai salvato la vita a Rukawa?"
"Vabbè salvato la vita è un parolone perché era una strada secondaria e non stava passando nessuna macchina in quel momento, quindi non ho fatto nulla di eccezionale...." il rossino non era il tipo a cui piaceva farsi elogiare, anche se a vederlo in campo (e anche fuori...) si sarebbe detto il contrario.
"Hanamichi ascolta, poteva passare una macchina a tutta velocità e Rukawa sarebbe stato spappolato... Deve solo a te il fatto di essere sano e salvo..." disse Mito fiero di avere un amico così coraggioso e buono da salvare la vita anche a quello che diceva essere il suo nemico giurato.
"Sì certo come no... E infatti sai come mi ha ringraziato quella maledettissima baka kitsune? Guarda qui...." disse aprendosi leggermente la giacca della divisa per mostrare un piccolo livido che si stava formando nella parte esterna della spalla.
"Ti ha preso a pugni?" chiese il moretto cominciando a ridere "Tu gli salvi la vita e lui ti dà un pugno??"
"Effettivamente dovevo aspettarmelo... Sai che la kitsune 'non perdona chi disturba il suo sonno'- sottolineando quest'ultima fase usando la voce in falsetto per sbeffeggiare l'espressione del ragazzo- ... Ah povero Tensai, maltrattato da una stupida volpe congelata... Sigh, non c'è più religione!!"
"Eh eh eh... che ci vuoi fare, i giovani d'oggi..." ma Mito non poté terminare la frase perché il professore era appena entrato in classe.



<Che palle quando smette di parlare questo qui? Che mi importa della letteratura inglese del XV secolo!! Io voglio andare a giocare!>
Rukawa era steso sul suo banco fingendo di dormire per non rovinarsi la reputazione, benché quel giorno non ci riuscisse molto bene a causa di un certo rossino.Quel grandissimo idiota infatti lo aveva svegliato durante il suo riposino pre-scolastico e senza di quello non riusciva a gestire il sonno per il resto della giornata. E adesso rischiava di ritrovarsi addormentato sotto la doccia...
Quello era proprio un do'aho!
Eppure era rimasto molto colpito da quell'azione. Sakuragi urlava ai quattro venti di odiarlo e poi lo aveva trascinato sul marciapiede svegliandolo e dicendogli di stare attento e che non doveva permettersi di morire se non dopo che il grande Tensai lo avesse sconfitto. Eppure lo aveva colpito il suo sguardo, sembrava quasi... preoccupato ed era questo che Kaede non riusciva a spiegarsi, anche se la cosa gli dava una certa soddisfazione.
La campanella suonò la fine delle lezioni e il moro non si preoccupò troppo dell'ultimo pensiero che aveva avuto perché la sua mente era già sul campo da basket.



"Forza ragazzi che domani c'è l'amichevole con il Ryonan! Non vorremo farci sconfiggere da Sendo vero? Ormai non hanno più Uozumi in squadra, vinceremo di sicuro!!"
"Guarda che anche noi non abbiamo più Akagi nanerottolo!" disse Mitsui rivolgendosi al nuovo capitano Miyagi.
Non capiva perché il coach Anzai non avesse scelto lui. In fondo era pur sempre il più anziano in squadra e poi era il vero asso... Poi però ipotizzò che forse l'intento dell'allenatore fosse quello di dargli la possibilità di preparare l'esame di ammissione all'università, senza avere il peso della squadra sulle spalle. Sì, sicuramente era quello il motivo, non poteva essercene nessun'altro.
E mentre Mitsui guardava con sguardo soddisfatto Miyagi per essere giunto al vero motivo della sua promozione a capitano, Hanamichi faceva il suo solito ingresso trionfante in palestra, ovviamente in ritardo.
"HANAMICHIIIIIIII!!!!! Ma ti sembra l'ora di arrivare???" chiese Miyagi furente .
Il rossino provò a giustificarsi ma una sonora ventagliata si abbatté sulla sua testa non appena passò vicino ad Ayako.
"Ma Ayako non gli farai male??" chiese la seconda manager con sguardo preoccupato.
"Tranquilla Haruko, questo ha la testa più dura del cemento armato!!"
"Ahia!! Buaaaaahhhhhh ma ce l'hanno tutti con me!! Non è giusto! Per fortuna che ci sei tu Harukina cara..."
"Do'aho"
Eccolo, non poteva non arrivare. Immancabile, come ogni altro giorno e ogni altra occasione, la voce del volpino arrivò secca e fredda, mentre gli passava accanto, alle orecchie del rossino.
"Teme kitsuneeeeeeeeee! Ti ammazzo io invece che qualche macchina di passaggio! Se non fosse stato per me adesso tu saresti all'obitorio!!"
E così il rossino cominciò a raccontare di come aveva 'eroicamente' salvato quell'ingrato
da una morte certa.
Ovviamente l'unico a non dire una sola parola fu Rukawa, la cui unica risposta fu "Do'aho" .
Tra le innumerevoli scaramucce e liti tra le due super matricole dello Shohoku gli allenamenti finirono anche per quel giorno.
La mattina seguente la squadra avrebbe disputato un'amichevole di preparazione contro il Ryonan. Anche se il campionato invernale non era vicinissimo, era comunque il caso di cominciarsi a preparare in vista della mancanza del centro ed ex-capitano Akagi, detto il Gorilla. Adesso era Hanamichi a ricoprire quel ruolo, ma nessuno sembrava fidarsi molto del rossino, eccetto ovviamente il coach e... Rukawa, il quale era stato l'unico a dire un semplice "Ok. " quando Anzai aveva comunicato la sua decisione.



Tutti se ne erano andati e negli spogliatoi erano rimasti solo Hanamichi e Rukawa. Il primo si era sottoposto alla solita sessione di allenamenti speciali dedicati ai fondamentali. Era un Tensai certo, ma dopo l'infortunio durante il campionato nazionale aveva bisogno di potenziare al massimo la resistenza. Rukawa dal canto suo era lento come una lumaca, anche perché rischiava di addormentarsi ad ogni movimento.
Quando il rossino aprì la porta vide Rukawa seduto sulla panca con un lecca lecca in mano e sembrava che preferisse contemplarlo piuttosto che mangiarselo.
Il viso di Hanamichi si illuminò, adorava i lecca lecca, specie se al cedro e dato che quello era giallo, probabilmente era anche al suo gusto preferito. In quel momento agì senza pensarci.
Se Rukawa non lo voleva, lo avrebbe mangiato lui!
"Ehi Kitsune guarda che questi si mangiano... Guarda, così..."

Senza che Rukawa se ne accorgesse, perché troppo preso dai suoi pensieri, Sakuragi gli si era avvicinato e aveva preso il lecca lecca che aveva in mano e adesso era tutto intento a scartarlo.
Ma prima che lui potesse fare qualcosa o dire anche solo 'A', il rossino se lo era già messo in bocca con aria soddisfatta.
"Ma cosa cazzo hai fattoooooooooo??"

Shock.
Rukawa si era alzato di scatto e aveva... urlato!! Rukawa allora non sapeva dire solo do'aho e altri due o tre insulti!! Ma soprattutto... Rukawa sembrava davvero furibondo!
Rukawa che non provava mai neanche una piccolissima emozione, Rukawa che a malapena sembrava dotato di parola e che sicuramente era privo di cuore... Beh lui ora stava in piedi di fronte ad Hanamichi e sembrava davvero preoccupato, oltre che furioso ovviamente.
"Ehi scusa Kitsune, non pensavo che per un lecca lecca... Tieni se lo sciacqui sotto l'acqua lo puoi ancora mangiare... Comunque credo sia andato a male perché non sa molto di cedro..." disse porgendogli con sguardo ingenuo e tremendamente dolce lo stecco.

O almeno era quello che Rukawa scorse in quegli stupendi occhi nocciola.
Per un brevissimo istante provò una stranissima sensazione, ma si riscosse immediatamente ricordandosi del casino che quello stupido aveva appena combinato.
<Strano che senta il gusto della pozione, dovrebbe essere senza sapore>
"Non lo dovevi magiare... Ormai il danno è fatto, tienitelo pure..."
"Io davvero non ti capisco... Scusami non volevo crearti problemi... mi dispiace..." <Cavolo!! Perché ho detto queste cose?? Certo le penso, ma perché ho pronunciato queste parole??>
"Hn..." <Ma da quando questo è così gentile? Possibile che cominci già a fare effetto?>
"Ehmmm... Ok, senti io.... vado a farmi la doccia, ci si vede...." E dicendo così il rossino se ne andò imbarazzatissimo verso la borsa, prese tutto l'occorrente per la doccia e con lo sguardo basso se ne andò senza degnare Rukawa di una sola occhiata e con il lecca lecca ancora in bocca.

Il volpino dal canto suo non capiva bene perché avesse avuto la sventura di incontrare un deficiente patentato come Sakuragi anche se non era completamente sicuro che quella fosse davvero una 'sventura'. Si diede mentalmente del deficiente per quel pensiero, prese le sue cose e uscì.



Non capiva cosa ci facesse lì. Che diavolo si era messo in testa? Non voleva davvero fare quello che stava pensando di fare... Vero?
Da quando era diventato così forte e risoluto? Lui era un fifone per queste cose... Anzi lo era diventato... E poi perché credeva che quella fosse la sola cosa da fare??
Suonò al campanello come guidato da una strana forza. Qualcosa dentro di lui gli diceva che se non lo avesse fatto, non lo avrebbe fatto mai più.
E comunque, da quando era il tipo che si dichiarava da un momento all'altro ad una persona che aveva sempre detto di odiare e non di amare?
Soprattutto visto e considerato che quello con cui doveva parlare era un RAGAZZO, non una ragazza e per giunta non un ragazzo qualsiasi, ma Rukawa, già R-U-K-A-W-A, il suo peggior nemico, il suo nemico giurato, il suo rivale, l'odiato volpino glaciale, il ragazzo che aveva rapito il cuore della dolce Haruko... e anche il suo.
Sì, anche quello di Hanamichi Sakuragi, il Genio, il re dei rimbalzi, attuale centro dello Shohoku e astro nascente del basket giovanile.
Occhi come il ghiaccio, capelli neri come il cielo senza stelle, lo sguardo perso chissà dove e una buffa espressione assonnata sul viso. In questo modo Kaede Rukawa aprì la porta trovandosi davanti il rossino.

Aveva lo sguardo basso e sembrava molto imbarazzato. Sembrava una di quelle ragazzine rompiscatole che andavano da lui a decantare la sua bellezza e di quanto fossero innamorate del grande e magnifico Rukawa.
Ma ad Hanamichi questo non si addiceva, lui, forte e sicuro di sé, magari non sicuro quanto lui ma di certo lo era molto più delle altre persone, e adesso vederlo così, immobile e balbettante gli faceva un'infinita tenerezza.
<Oh al diavolo! Se l'è voluta lui! Perché dovrei preoccuparmene?? Farà la sua confessione e poi... e poi... E poi, quando tutto sarà passato, si vergognerà da morire... Forse potrei anche farmi fare una pozione dalla mamma per fargli dimenticare tutto... Ah ma che m' importa!!>
"Ciao Rukawa...."
"Hn..."
"Stavi già dormendo... ma che ore sono? E' tardi mi sa, scusa...."
"Sono le dieci, sono io che vado a letto presto..." Ma perché adesso gli stava dando delle spiegazioni? Stava impazzendo non c'era dubbio.
"Ah... Senti io... avrei bisogno di parlarti... Magari disturbo se entro quindi ti va di andare a fare due passi?"
"No."
Rukawa si morse la lingua, non voleva essere così duro, in fondo Sakuragi si stava comportando così solo perché aveva mangiato qualcosa destinato a qualcun'altro.
"Cioè... Non disturbi, i miei sono a casa di amici e io non posso uscire, non vestito così almeno..."

Sakuragi alzò lo sguardo per guardare l'altro ed effettivamente si accorse che non era certo in 'tenuta da uscita'.
Aveva addosso una maglietta a mezze maniche celeste con il numero undici stampato, blu, all'altezza del cuore, che sembrava enorme, sebbene il volpino non fosse certo mingherlino di costituzione e un paio di pantaloni neri tutti larghi che gli cadevano morbidi sulle gambe lunghe e sui fianchi stretti.
Rukawa si scansò dalla porta permettendo all'altro di entrare.
La casa era molto bella e spaziosa, arredata all'occidentale. Di fronte alla porta c'erano le scale e subito sulla sinistra un grande salotto nel quale Rukawa lo aveva fatto accomodare.
"Vuoi qualcosa? Magari un tea... Io me ne preparo una tazza o mi addormento mentre parli..."
"Eh? Ah, no grazie, non mi va niente...."
Hanamichi si accorse di come era stranamente gentile e persino socievole la kitsune. Lo guardò entrare nella cucina che si trovava sulla sinistra del salotto e pensò che era davvero bello e... sexy... molto, molto, molto sexy. Arrossì a quel pensiero e si chiese come avrebbe fatto a dirgli ciò che provava.

Quando Rukawa rientrò nella stanza trovò Sakuragi che si stava massacrando un dito a forza di piegarlo e torturarlo per il nervosismo.
E di nuovo quel senso di tenerezza si impossessò per un breve istante di lui. Ma di nuovo non volle badargli, per un breve momento pensò che quella fosse pietà, ma poi si accorse che quello non era un sentimento adatto a lui, né tanto meno un sentimento che Sakuragi sembrasse meritare.
"Allora... non dovevi dirmi qualcosa?" chiese dopo essersi seduto sul divano di fronte al rossino e aver poggiato la tazza di tea sul piccolo tavolino di vetro tra i due divani.

"Ehmm... si... vedi il fatto è che io...sì insomma... mi sono accorto che ... Vedi io..." Hanamichi non sapeva cosa dire. Anzi di parole ne aveva fin troppe, solo che nessuna sembrava voler 'camminare' dalla sua testa fino alla bocca per rendere anche la Kitsune partecipe dei suoi pensieri.

"Cosa dovevi dirmi Sakuragi?" chiese di nuovo, con una dolcezza nella voce che nemmeno lui credeva di possedere.

"Io ti amo Kaede; credo di averti amato dal primo momento che ti ho visto. Ora so che ti farò schifo fino alla fine dei tempi e che tu non potrai mai ricambiarmi, ma io dovevo dirtelo. Fino a un istante fa non trovavo le parole, ma alla tua domanda, non ho saputo trattenermi e le cose sono uscite da sole... Comunque voglio solo che tu sappia che non sto scherzando e che nonostante tutto credo che ti amerò per sempre. Non credere che sia facile parlarti così e non credo tu possa immaginare neanche lontanamente quanto questo mi costi, ma adesso me ne vado, scusa ancora del disturbo."
Hanamichi si alzò con calma dal divano, dopo aver detto tutte quelle cose senza alzare per un solo istante gli occhi dal pavimento, senza il coraggio di guardare in faccia il suo interlocutore, senza aspettare una risposta che sembrava già conoscere e senza voltarsi verso il proprietario della casa che incredulo lo guardava, senza quasi riuscire a muoversi.

Kaede non si aspettava una confessione così diretta e sincera. Nessuna smanceria e nessuna di quelle cazzate che leggeva nelle lettere che praticamente trovava ogni giorno nell'armadietto.
Era come se Hanamichi fosse innamorato veramente di lui e questo poteva solo significare che la pozione era riuscita alla perfezione.
Ma ora questo non aveva alcuna importanza.
Sapeva quanto il rossino fosse orgoglioso e sapeva che dire quelle cose doveva essergli pesato tremendamente.
E sapere che nessuna di quelle parole era vera era triste. Triste perché in fondo se Hanamichi credeva per davvero a quello che stava dicendo era solo colpa sua e poi...
Non riusciva a capire bene. Era come se gli dispiacesse che Sakuragi parlasse così solo per effetto della pozione e non perché fosse davvero innamorato...
<Oh al diavolo> pensò mentre senza accorgersene si alzava e raggiungeva Hanamichi che nell'ingresso si stava infilando le scarpe.
"Sakuragi..."

"Eh? Ah... scusa se ti ho chiamato per nome, non succederà mai più...." disse sempre senza voltarsi. Non ne aveva il coraggio, non riusciva a vedere cosa c'era negli occhi del ragazzo che amava, preferiva ignorarlo piuttosto che leggervi odio.

"Davvero non succederà più?" chiese il moro con uno strano tono nella voce. Si accorse che in fondo era bello il suo nome pronunciato dal rossino.

Quest'ultimo da parte sua fu molto sorpreso dell'ultima affermazione del volpino, ma cercò di non darvi peso, in fondo poteva significare qualsiasi cosa e già si sentiva abbastanza in subbuglio per farsi venire altre idee malsane o, peggio ancora, un qualsiasi tipo di vana speranza.

"Certo, anche se mi dispiace... Ci vediamo ciao" E così dicendo uscì dalla porta chiudendosela alle spalle mentre si mordeva il labbro non capendo perché non avesse tenuto per sè quell'ultima affermazione.

<Ti dispiace se non mi chiami per nome? Che cavolo di effetto ha quella stramaledetta pozione! Cavolo questo non è Hanamichi...Oddio non è che mentre la preparavo sono rimasto influenzato? Da quando chiamo il do'aho per nome? E da quando mi preoccupo per lui?? Oh, al diavolo! Poteva anche evitare di mangiare quel lecca lecca... Adesso è solo colpa sua se si è reso ridicolo... Anche se a dire il vero non era ridicolo, ma solo molto dolce e triste... Crede davvero di amarmi... Mi dispiace tanto per lui... Cazzo Kaede ma che vai pensando?? Questa è la mancanza di sonno, si certo non c'è dubbio... Quell'idiota mi ha rovinato la giornata!!> Così dicendo la volpe chiuse la porta di casa a chiave, salì le scale ed entrò nella sua stanza dove il letto lo aspettava.



Quel giorno ci sarebbe stata la famosa amichevole tra Ryonan e Shohoku. Ovviamente senza Akagi e Uozumi non sarebbe stata la stessa cosa, ma di certo gli altri giocatori non sarebbero stati da meno.
Lo scontro tra Rukawa e Sendo era sempre acceso.
Sakuragi dal canto suo non vedeva l'ora di distruggere Fukuda e annientare Sendo, dopo che lui avesse battuto Rukawa. In fondo il suo piano era sempre valido.
Già Rukawa... Era strano ma sentiva un bisogno crescente di dirgli tutto quello che gli passava per la testa. Effettivamente era strano dal giorno prima,si era ritrovato a dire quello che pensava... O meglio non riusciva a tenere un solo pensiero nella testa.
"Bene ragazzi andiamo! Vinceremo!!!"
"Sì vinceremoooo!!" urlò l'intera squadra in risposta all'urlo dal capitano Miyagi.
"Ehi Kitsune... Posso parlarti un attimo?" Sakuragi bloccò Rukawa sulla porta dello spogliatoio prendendolo per un braccio.

Il volpino sapeva cosa voleva dirgli. E se era così, beh, si sentiva ancora di più in colpa.
"Dimmi..."

"Senti, per quello che è successo ieri sera... Mi dispiace..."
"Perché?"
Non si aspettava certo quella domanda. Perché?
"Perché ho fatto la figura dell'idiota, perché non ho nemmeno un briciolo della genialità che proclamo ai quattro venti, perché non sono e non sarò mai alla tua altezza, perché non posso aspirare al tuo amore, né ora né mai. Perché ti amo con tutta l'anima e non capisco perché mi stia continuando ad umiliare in questa maniera, visto che so che non servirà mai a niente. Ecco perché..."

Cavolo! Ma che gli passava per la testa?
Certo che la professoressa Veda era davvero esperta. Aveva dato loro una pozione potentissima, facendogli credere che fosse poco più di un giocattolino... Mah, era davvero strano...
"Capisco... Non ti devi preoccupare, non sono mica arrabbiato..."

"No??" chiese il rossino incredulo guardando Rukawa con la sorpresa dipinta in volto.
"Certo che no... In fondo la tua è stata la prima confessione sincera che abbia mai ricevuto...." <Che idiota che sono! Sì certo sincera e soprattutto spontanea... Ma gli posso dire la verità? Minimo mi ammazza... E farebbe bene....> aggiunse mentalmente.

"Ah...Comunque scusa ancora, io non so davvero cosa mi stia accadendo... Beh andiamo?"
"Sì certo..." <Lo so io cosa ti sta accadendo... Sei vittima di una pozione... Mi dispiace sul serio....>



La partita si svolse in un'atmosfera davvero strana. Il rossino era sempre pronto a fare battute e a proclamare la sua genialità, ma non appena gli veniva posta una domanda cambiava improvvisamente espressione e diceva cose serie e con un'aria che non si addiceva molto al ragazzo dalla battuta pronta che tutti conoscevano.

Dal canto suo Rukawa si sentiva sempre più in colpa per quello che era accaduto, benché non lo desse a vedere e cercasse mentalmente di convincersi che la colpa era tutta di quell' idiota dai capelli rossi come il sole al tramonto e non sua. Ma questo non sembrava avere troppo effetto perché si era trovato in più di un'occasione a passare la palla a Sakuragi o ad andarlo ad aiutare per smarcarsi o per marcare a sua volta un avversario.
E la cosa stupiva e non poco tutte le persone presenti, giocatori, spettatori e allenatori... O almeno un allenatore, Taoka, perché Anzai dal canto suo non faceva che sorseggiare con calma una tazza di tea o sorridere bonariamente sicuro che finalmente quei due avessero capito quale fosse la vera sfida: riuscire ad andare d'accordo nonostante le differenze per il bene della squadra e per la loro crescita personale in quanto giocatori e non solo... Insomma una vittoria indipendentemente dal risultato della partita.
Anche nelle file del Ryonan comunque le cose non erano esattamente come ci si aspettava.
Sendo era un ottimo capitano, ma del resto non era una novità visto che già durante l' "era Uozumi" il suo carisma e le sue doti innate erano perfettamente note a tutti, ma non era tutto...
Il porcospino era stranamente attento a tutte le mosse del rossino e di Rukawa. Non che la cosa fosse una vera e propria stranezza, ma più che altro c'era molto, forse troppo interesse negli sguardi che lanciava ai due.
Nonostante la perfetta forma di tutti i giocatori del Ryonan e l'ottimo gioco di Sendo, lo Shohoku vinse con sei punti di scarto, segno evidente della superiorità dei ragazzi che avevano giocato in maglia rossa.

Stranamente (come se quel giorno ci fosse stato qualcosa di normale...) Sakuragi non si vantava eccessivamente e sembrava molto più serio del solito.
Rukawa pensò che quella confessione era stata davvero deleteria per il morale del rosso. Decise che quando l'effetto sarebbe passato, avrebbe fatto creare da sua madre una pozione o un incantesimo per permettere al compagno di squadra di dimenticare quell' 'incidente'... pronunciare quella parola anche se solo nei suoi pensieri lo sconvolse e non poco... era come se un ago gli avesse trafitto il cuore, un dolore quasi insignificante, ma allo stesso tempo forte e profondo.



Tutti i ragazzi si fecero la doccia continuando ad esultare per la partita appena vinta. Ryota propose di andare tutti insieme in un qualche pub a festeggiare e tutti accettarono.
Tutti tranne Rukawa che pose come scusa una cena con i parenti (non poteva certo dire di dover portare la pozione alla sua prof!!) e... Hanamichi che con grande sorpresa di tutti non accettò, semplicemente perché non era dell'umore adatto, nonostante fosse felice per la vittoria.
Persino il rossino si scioccò delle sue stesse parole, era la verità, ma non aveva certo intenzione di declinare l'invito dei suoi amici e poi non voleva far vedere il suo stato d'animo... Ma allora perché lo aveva detto??
Rimase molto perplesso e per questo si vestì con una lentezza estenuante, paragonabile solo a quella di Rukawa. E infatti rimasero solo loro due nello spogliatoio.
Hanamichi non voleva restare solo con lui e non era una cosa fatta apposta, ma sembrava che il destino fosse contro di lui...
"Beh... io sono in ritardo, ma... vuoi che ti aspetti? Magari prendiamo il treno insieme..."
Hanamichi rimase sconvolto. Rukawa aveva detto che lo avrebbe aspettato? E che potevano fare della strada insieme? No, quello era un sogno!

Lo stesso Rukawa rimase molto colpito dalle sue stesse parole. Erano le 19 e alle 21 doveva essere in classe. La Veda non amava i ritardatari, specie se dovevano essere consegnati dei compiti, ma la cosa non sembrava preoccuparlo.
In fondo era uno dei due pupilli della professoressa e poteva permettersi alcuni minuti di ritardo... E poi non voleva lasciare il rossino in quello stato, anche se non ne capiva esattamente il motivo. Decise comunque di non pensare a quale sorta di strano sortilegio avvenuto nella sua anima che lo spingeva a comportarsi così e ad agire come meglio poteva. Ma la risposta non fu certo quella aspettata.

"No ti ringrazio... Preferisco stare un po’ da solo... Comunque mi fa piacere che tu mi abbia proposto una cosa del genere anche se solo perché ti faccio pena..."
Ecco, ora si stava rendendo ridicolo.
"Non dire scemenze! Non mi fai pena do'aho!"
"A no? E allora a cosa devo questo 'invito'?" Sakuragi era seduto su una delle panche con le braccia appoggiate sulle ginocchia e pronunciando questa frase aveva alzato il volto per incrociare lo sguardo dell'altro con un sorriso triste dipinto sulle labbra.

Rukawa sentì il cuore che gli si stringeva: Hanamichi era un tipo che rideva sempre, che affrontava tutte le avversità col sorriso sulle labbra. Perché adesso si stava comportando in quella maniera? Ma soprattutto...
DA QUANDO CONOSCEVA COSI' BENE QUELL'IDIOTA? E PERCHE' CAVOLO CONTINUAVA A CHIAMARLO PER NOME???? La cosa stava diventando grave....
"Ma che cavolo dici? Credi che possa provare pena per uno come te? Tu sei l'antitesi del tipo che ispira pena... Ti ho detto di andare via insieme.....così, per non...Oh non lo so nemmeno io perché! Ma se non vuoi sono solo problemi tuoi do'aho!"
"Wow! Hai detto una marea di parole di seguito te ne sei accorto?" e così dicendo rise.
Una risata dolce e pacata, argentina e piena di vita. Non era la sua solita risata che a volte sembrava... forzata? Sì, forse... Si accorse che quei pensieri erano troppo strani e che lui stava facendo troppo tardi.... Doveva per forza andare, anche se in fondo al cuore gli dispiaceva lasciare il rossino solo...
Si sarebbe preso a pugni per quel pensiero,ma cercò di mantenere la calma e la sua solita freddezza e ci riuscì senza problema, ormai era abituato a farlo.
"Ah, fa' come vuoi! Ci si vede do'aho!" si accorse che ormai quella parola non era più detta come insulto, ma come un qualsiasi altro nomignolo e si annottò mentalmente di prendersi a calci anche per quello.
"Ciao Kitsune..." disse il rossino tornato tranquillo.
Kaede uscì dallo spogliatoio e pochi metri dopo fu richiamato da una voce.
"Ehi Kae-kun... C'è solo Hanamichi dentro, vero?"
"Non chiamarmi in quella maniera!" disse il moretto rivolto all'altro ragazzo con la solita freddezza.
"Ma dai, siamo in classe insieme da tre anni ormai!!"
"E allora?"
"Ok, ok.... Allora c'è ancora Sakuragi, vero?" disse sorridendo.
"Hn..."
Non gli piaceva affatto quello sguardo che il compagno aveva dipinto in volto. Erano in competizione da sempre, fin da quando a sei anni avevano cominciato la scuola per maghi, benché fossero in classe insieme solo da tre. I loro genitori erano amici di vecchia data e anche se davanti agli altri facevano finta di niente per non destare sospetti, si conoscevano praticamente da sempre... E da sempre erano rivali e anche se si rispettavano molto, non erano mai andati troppo d’accordo, probabilmente a causa dei loro caratteri, completamente opposti.
"Perfetto... ci vediamo più tardi allora... ciao!" disse senza smettere di sorride ed entrando nello spogliatoio.

"Ciao Sakuragi!"
"Sendo... ciao... Che ci fai qui?"
"Ti aspettavo..."
"Ah sì... E come mai??"
"Ah, nulla... Ti va se torniamo a casa insieme?"
"Ma se non sai nemmeno dove abito!"
"Eh eh eh, è vero! Va beh... magari possiamo fare due passi, ti va?"
"Ok...." disse titubante. Quel ragazzo era davvero strano, ma allo stesso tempo gli ispirava simpatia, nonostante i propositi di sconfiggerlo per dimostrare a tutti la sua immensa genialità...
Sorrise tra sé e sé per quella affermazione che troppo spesso ripeteva e che altrettanto spesso era solo un modo per difendersi.

Sendo era raggiante....Quella era la sua occasione.
Camminarono per un po’ parlando del più e del meno e della partita che avevano appena disputato.
Sendo si stupì sentendo dei complimenti provenire proprio da chi giurava la sua superiorità rispetto al mondo intero e si accorse di come fosse molto più dolce e tranquillo del solito.
E il sentimento che provava nei confronti di quella adorabile testa rossa ebbe un'impennata.
Certo non era nulla di serio, non era amore... Non ancora almeno, ma comunque provava un grande affetto per quel ragazzo dai modi pressoché assurdi ma dall'aria tanto tenera e ingenua.
Decise che quello era il momento giusto.
Tirò fuori dalla tasca dei pantaloni un lecca lecca e lo scartò cominciando a mangiarlo.
"O che scortese che sono...Vuoi un lecca lecca? Sai io ne vado matto!!"
"Ma dai! Anche io!.. Effettivamente se ne hai un altro..."
"Eh eh eh... certo... E' al cedro spero ti piaccia..."
"Ma certo che mi piace, è il mio gusto preferito!!"
Sendo tirò un sospiro di sollievo. Era stato troppo avventato a dire il gusto senza prima accertarsi che al rossino potesse piacere... ma in fondo gli era andata bene...

Hanamichi prese il lecca lecca e mentre cominciava a mangiarlo si accorse che aveva un sapore diverso da quello che il giorno prima aveva 'rubato' a Rukawa.
No! Ci aveva pensato di nuovo! Ma adesso non era il momento adatto per pensare a quel volpino malefico, voleva solo toglierselo dalla testa insieme a tutte le cavolate che aveva cambinato in quei due giorni.
Senza che se ne rendesse conto stava parlando civilmente con Sendo senza proclamare la sua superiorità e senza mostrarsi allegro come ogni altro giorno.
Ma il fatto era che proprio non ci riusciva, continuava a provare quella spiacevolissima sensazione...
Era come se ogni persona potesse leggere in fondo alla sua anima, senza che lui potesse opporsi, anzi era quasi come se non volesse opporsi.
Arrivarono al campetto in cui Hanamichi andava spesso ad allenarsi e si rese conto che Sendo doveva trovarsi molto lontano da casa.
"Ehi porcospino! Qui siamo più o meno dalle mie parti... Tu non sei lontano da casa?" ancora una volta aveva espresso un suo pensiero, senza che riuscisse a trattenerlo.
"Eh? Ah sì, ma non ha molta importanza... Ti va se ci sediamo lì Hana-kun?"
"Da quando sono Hana-kun e ho smesso di essere Sakuragi??" ma che diavolo gli stava succedendo?? Lo aveva fatto di nuovo! E ogni istante che passava sembrava essere sempre peggio.

"Eh eh eh, se ti dispiace non ti chiamo più così!" disse Sendo sfoderando il suo proverbiale e disarmante sorriso.
Quel ragazzo era davvero tenerissimo e lo coinvolgeva sempre di più. E poi era rimasto sorpreso dal fatto che fosse una persona così sincera e trasparente. Era davvero bravo a far finta di essere un duro davanti agli altri, non c'era dubbio.

"No... non ti preoccupare... Ci sediamo lì?" disse il rosso indicando una panchina poco distante , mentre si prendeva mentalmente a calci per aver detto a Sendo che non gli dispiaceva quel nomignolo. Era come se si sentisse improvvisamente attratto dall'altro ragazzo e se allo stesso tempo non riuscisse a non fare niente per nasconderlo. Era davvero una stranissima e spiacevolissima sensazione... O forse non era poi così spiacevole?
"Senti Hana... dovrei parlarti di una cosa..."
"Spara porcospino...." la voce del ragazzo moro lo riscosse dallo stato di trance in cui sembrava e decise che quello era il momento buono per accantonare tutti i suoi pensieri.
"Perché non mi chiami Akira?" chiese l'altro sempre sorridendo.
Si stava avvicinando oltre la distanza di sicurezza, ma mentre da una parte Hanamichi voleva tenere quel porcospino molto lontano perché non gli ispirava nulla di buono la sua vicinanza, dall'altra sentiva l'attrazione di poco prima continuare a crescere.

"O-ok... Akira... Che dovevi dirmi?"
Il braccio sinistro di Sendo scivolò intorno alle spalle del rossino, e il suo viso si fece pericolosamente vicino a quello del compagno più giovane.
"A-Akira...che...." ma le parole si bloccarono sulla punta della lingua.
Sendo infatti si era avvicinato ulteriormente e aveva posato le sue labbra su quelle del rosso, che ora stava lì, con gli occhi spalancati senza riuscire a reagire in nessuna maniera. Ed una parte di lui infatti non voleva reagire.
Sendo si staccò appena solo pochi millimetri, tanto che Hanamichi poteva sentire le sue parole a fior di labbra.
"Mi piaci Hana-kun, sai?"
Ma il rossino non ebbe modo di obiettare né di dire nulla perché Sendo era tornato a baciarlo, ora con più trasporto.
Infatti se il bacio di pochi istanti prima era stato nient'altro che una casta carezza, questo era... beh sembrava voler diventare qualcosa di molto più profondo.
La lingua del porcospino accarezzava le labbra del rosso senza sosta, cercando anche un solo spiraglio che gli permettesse di entrare in quella caverna calda e tanto sognata.
Hanamichi non riuscì più a resistere.
Schiuse le labbra rendendo felice Sendo e ricambiando con passione sempre crescente il bacio che l'altro gli stava dando. La sua lingua si muoveva di volontà propria duellando e giocando con quella del giocatore del Ryonan facendogli provare sensazioni piacevolissime.
<Ma che cavolo sto facendo?? Sto baciando il porcospino?? Il mio preziosissimo primo bacio io lo dò a questo... 'coso' e non alla mia kitsune?? Già la kitsune... Ehi io amo lui, non posso baciare Sendo, non voglio!!!>
Quei pensieri gli servirono per riprendersi da tutte le strane emozioni che provava.
Si staccò in fretta dall'altro che sembrò molto sorpreso ma allo stesso tempo molto dispiaciuto.
"Hana-kun... Che c'è che non va?"
"Akira senti... No, ascolta non posso nemmeno chiamarti per nome..." si sentiva molto in colpa verso quel ragazzo. E adesso anche lui, Mr. 50 rifiuti, sarebbe entrato a far parte delle persone normali, che scaricano e vengono scaricate.

"Io... non capisco...." Sendo era davvero molto confuso. Che la pozione non avesse avuto effetto? Ma allora non avrebbe nemmeno dovuto iniziarlo quel bacio, e invece... Perché si era fermato sul più bello?
Non riusciva a capire e la confusione gli si dipinse anche sul volto di solito sorridente.
"Sendo io... Io sono innamorato di Rukawa e non me la sento di...."
Ecco qual'era il problema!
Quel bastardo di Rukawa doveva avergli dato la pozione prima di lui, ecco perché aveva iniziato a baciarlo e poi aveva smesso...
Possibile che avesse creato una pozione più concentrata e quindi più efficace della sua? Eppure era stato ben attento a filtrare poco il trifoglio per rendere il risultato finale poco diluito...
"Ah capisco..." Non si fece scoraggiare e sfoderò il suo solito sorriso.
Si alzò dalla panchina, ora doveva davvero andare oppure la professoressa Veda lo avrebbe sgridato... anche se in realtà gli sarebbe bastato un sorriso per farle passare la rabbia, in fondo era il suo pupillo... insieme a Rukawa... Questa gliel'avrebbe pagata cara!
"Sendo mi dispiace davvero, io..."
"Non mi chiami più Akira?? Siamo amici in fondo, no?"

"Sì certo..." era titubante ma in realtà voleva essere per davvero amico del porcospino e poi gli dispiaceva ferire i sentimenti di un'altra persona
.
"Ok, ora devo andare o farò davvero tardi... Ci si vede Hana-kun" e dicendo così il ragazzo si allontanò regalandogli un ultimo radiosissimo sorriso e un saluto con la mano.
<Avrò altre occasioni, magari non con lui... Però mi dispiace davvero, è così carino... Ma in fondo è un bene, non mi sarebbe piaciuto vincere solo grazie a quella pozione... Ah ma quello scemo di Kaede mi sente... Freddo e impassibile un corno!!> e preso dai suoi pensieri si diresse verso la vicina fermata del treno correndo, con la speranza di non far arrabbiare troppo la professoressa.



"Bene ragazzi allora, vorrei che ognuno di voi venisse qui alla cattedra con la pozione per farla esaminare... Bene cominciamo con quelli del primo banco... Ozaki e Kodaka portatemi i vostri infusi, intanto si preparino Sendo e Rukawa..."
"Ehm... professoressa..." disse timidamente il ragazzo che era stato chiamato per primo.
"Dimmi Ozaki, qualcosa non va?"
"Eh professoressa, no cioè sì... Non sono presenti nè Rukawa nè Sendo...." il ragazzo che aveva parlato vide una vena sulla fronte della donna dalla folta capigliatura argentea cominciare a pulsare pericolosamente...
"Come non ci sono??" chiese con un tono che non prometteva nulla di buono.
"No... Rukawa ancora non è arrivato.... e nemmeno Se..." ma il ragazzo non poté terminare la frase che la porta si spalancò mostrando due alte figure trafelate dall'altra parte.
"Eccoci prof, scusi per il ritardo ^__^" il ragazzo dal sorriso perenne non si smentì e entrò nell'aula come se nulla fosse e passando tra i banchi fece arrossire metà delle ragazze presenti, mentre l'altra metà arrossiva guardando l'altro moro entrare bofonchiando un "Mi scusi" a mezza bocca.
La professoressa Veda non ci vide più, era sull'orlo di una crisi di nervi tanto era stressata quel periodo e certo quei due non aiutavano il suo autocontrollo.
"Seeeeeeeeeeeeeeendoooooo!! Rukaaaaaaaaaaawaaaaaaaaa!!Portatemi immediatamente le vostre pozioni se non volete un sette in condotta!!!"

Sendo si alzò dalla sedia sulla quale si era appena adagiato con uno scatto non appena sentì il tono della donna. Aveva fatto tardi per colpa di Hanamichi, o meglio per colpa di quel deficiente di Rukawa che ci aveva provato col SUO rossino e aveva incontrato proprio quella forma di vita non ancora ben classificata, più simile ad una volpe che ad un essere umano (dotato di poteri magici o meno!) che se ne camminava tranquillamente per il corridoio e che aveva come unica spiegazione all'essere arrivato tardi, l'essersi beatamente addormentato sulla sedia della cucina mentre aspettava che sua madre tornasse per andare insieme a scuola.
Quello scemo cominciava a dargli sui nervi per davvero!!
"Allora Sendo su dammi la pozione!" La professoressa usò il suo tono più duro, ma in risposta non ebbe il timore che avrebbe potuto aspettarsi da chiunque altro, bensì un radioso sorriso.
Sendo posò il piccolo bricco contenente la pozione che gli era avanzata sulla cattedra e la bacchetta della professoressa gli passò sopra un paio di volte.
Con quel semplice gesto poteva controllare gli ingredienti presenti, le loro dosi e prevedere l'effetto che essa avrebbe potuto sortire.
"Bene -disse dopo un attimo e mentre si sistemava sul naso gli occhiali- la pozione sembra ben fatta. L'hai sperimentata su di una persona priva di poteri?" quello infatti era l'unico modo che si aveva per controllare la reale efficacia del filtro.
"Sì certo, ma non ha sortito grandi effetti...." disse lievemente imbarazzato. Non era da lui fallire una conquista e tanto meno una pozione!
"Che vuoi dire?"
"Ehm... vede... la persona a cui l'ho fatta prendere ha mostrato un interesse nei miei confronti, ma nulla di più poiché era sotto l'effetto della pozione preparata da Rukawa..." disse Sendo con tono insinuante per far destare dal suo sonno Rukawa.

Infatti quest'ultimo si era praticamente addormentato in piedi. Tra gli allenamenti, la scuola, i compiti e la scuola per stregoni nonché i compiti anche di quest'ultima era davvero un miracolo che non fosse già andato in letargo!
Ma non era del tutto addormentato e sentire che Sendo aveva sperimentato il suo compito a casa su di Hanamichi gli fece ribollire il sangue nelle vene.
Come si permetteva quel mostriciattolo con gli aculei al posto dei capelli di provarci con il rossino??
<Ehi, ma che mi frega con chi prova Sendo?? E poi io quello scemo lì non lo sopporto, è solo un principiante!! E poi io conosco Akira, sicuramente avrà fatto una pozione concentratissima per essere sicuro di non perdere... Possibile che la mia fosse più forte? eppure mi sembrava di aver seguito le istruzioni...>
"Allora Rukawa, vediamo la tua pozione..."
La professoressa lo ridestò permettendogli di accantonare nuovamente pensieri e spiegazioni che sarebbero potuti diventare troppo pericolosi, ma non si tirò indietro quando, per ricambiare lo sguardo di sfida che Akira gli stava rivolgendo, guardò il porcospino con scritto in faccia 'Guai-a-te-se-ci-riprovi' ma sembrava che solo lui stesso non se ne accorgesse.
"Allora gli ingredienti sono giusti e anche le dosi. Dal colore poi mi sembra molto meno densa di quella di Sendo... mah, non capisco.... Dimmi un po’... per caso l' hai usata su quelle tre del tuo fan-club? Oppure su quella brunetta... la sorella del tuo ex-capitano..."
La professoressa aveva uno sguardo ammiccante e Rukawa dentro di sé si annotò di fare a pezzi sua madre che era una pettegola, nonché vecchia alunna ed ora amica e collega della prof.
"Ehm, no... perché?" un terribile dubbio si cominciò ad insinuare nella sua mente...
"Perché se avessi fatto mangiare il lecca lecca ad una persona che è già innamorata di te l'effetto sarebbe centuplicato..."
A quelle parole la volpe tirò un sospiro di sollievo, quello non era certo il caso del rossino, in fondo lui lo odiava!
"Ah allora è tutto apposto, Sakuragi mi odia, ma allora perché..."
La professoressa non gli permise di finire il discorso...
"Senti Rukawa, ma sei sicuro di aver usato un lecca lecca al cedro?"
Cosa voleva dire? Certo che ne era sicuro, sulla scatola c'era il coperchio con l'etichetta 'cedro', ne era più che sicuro!
"Certo perché??"
"Perché se avessi usato un lecca lecca al limone, invece del pomo d'amore avresti ottenuto la pozione della verità... E a quel punto, quella ragazza, Sakuragi, ti avrebbe detto solo la verità..."
Rukawa allora fu sempre più convinto...
E al contempo Sendo scoppiò a ridere pensando a Sakuragi con una divisa femminile e con gli occhioni da cerbiatto... Non che non avesse degli occhioni da cucciolo, ma quello era decisamente troppo. Effettivamente anche Rukawa fece uno sforzo sovrumano per non ridere.
"Allora guardi sono sicuro, Sakuragi è un mio compagno di squadra, un ragazzo... -enfatizzando il concetto e provocando un brusio in classe a quell'affermazione. Allora Sendo ci aveva provato con un ragazzo! Ma la cosa non sembrava infastidire particolarmente il giocatore del Ryonan- ... quindi non credo proprio... Comunque guardi, ne avevo fatti due, se con la bacchetta può controllare..." e così dicendo prese dal piccolo sacchetto che conteneva il barattolo un lecca lecca come quello che Sakuragi aveva mangiato, il secondo che aveva preparato.
La donna prese il dolcetto e vi passò sopra la bacchetta di legno.
Dopo neanche due secondi un sorriso degno di Sendo le comparve sul volto solcato da qualche leggera ruga.
"Rukawa... tu sei proprio sicuro del lecca lecca che hai usato?"
"Sì certo, le scatole erano vicine, ma... perché?" Rukawa fece di tutto per contenere lo stupore e lo sgomento che piano piano stavano aumentando.
"Perché gli ingredienti sono giusti, come quelli della pozione, ma il lecca lecca... beh è al limone!"
La professoressa continuò a sorridere, anzi il sorriso si allargava sempre di più per la comicità della situazione.

Sendo dal canto suo non sapeva se ridere o piangere.
Ridere perché Rukawa era l'oggetto dell'amore di uno stuolo di ragazze e anche del compagno di squadra che odiava di più, piangere perché questo significava che non aveva davvero nessuna speranza col rossino.
Se aveva risposto al suo bacio era per il suo lecca lecca, ma aveva smesso perché era innamorato di Rukawa e non certo per un pomo d'amore.
Insomma non aveva speranze... Beh poco male, Akira Sendo non è il tipo che si lascia scoraggiare da uno sconfitta. Alla fine avrebbe trovato anche lui qualcuno da amare e che lo amasse per davvero.
Ora doveva pensare a come aiutare Sakuragi con quel ghiacciolo di Kaede.

"Ma prof... non... non è possibile! Insomma lui... ecco è un lui... Insomma è un ragazzo!!"
Non era sconvolto perché aveva scoperto che un ragazzo era innamorato di lui, ma perché quel ragazzo era Sakuragi!
"Lo so Kaede, ma... tesoro mio io che posso farci?"
"Hn..."
Non aveva più la forza di dire niente.
Era shockato, nel vero senso della parola.
Lo sapeva che Sakuragi era innamorato di lui, glielo aveva detto. In fondo era sotto l'effetto della sua pozione...
<Ma non è possibileeeeeeeee!! Perché? Non che Sakuragi sia così tremendo come pensavo, mi è sembrato persino serio in questi due giorni e poi non è neanche brutto, anzi è davvero bello, ma.... AAAHHH!!! Ma perché adesso ho pensato questa cosa? Io e Sakuragi siamo rivali, lo ha deciso lui e a me non è mai importato nulla!!>

Mentre nella testa del volpino vorticavano incessanti pensieri e immagini del rossino, il suo compagno di banco lo guardava con sguardo serafico e il solito sorriso dipinto sul volto, sorriso che si stava allargando guardando il viso di Kaede, sul quale erano evidenti i segni della meraviglia che quella notizia gli aveva procurato, anche se lui faceva di tutto per trattenersi.

"Ah, Rukawa, invece di darti un 10 come a Sendo, ti darò un sette e avrai la possibilità di recuperare a fine corso, sei d'accordo?"
"Hn... Sì certo Sig.ra Veda...."
Non alzò nemmeno lo sguardo, ma continuò a fissare il banco come in stato di trance.
Quella era stata decisamente una notizia bomba.



Rukawa arrivò a scuola completamente sveglio e con due occhiaie profonde che gli segnavano il bel volto.
Era incredibile quali effetti una sola notte di sonno persa potesse avere sul numero undici dello Shohoku.
Già perchè il caro Ru non aveva dormito un solo minuto, troppo concentrato a sentirsi in colpa per l'errore fatto e per le conseguenze che esso avrebbe avuto nella vita del rossino per il resto della settimana (tempo in cui la pozione avrebbe avuto effetto) e subito dopo a maledirsi e a prendersi a schiaffi (e non metaforicamente!) per tutte le attenzioni che stava dando al compagno di squadra.
Cosa cavolo aveva da spartire con Sakuragi per sentirsi in colpa? Per qualche giorno avrebbe detto sempre la verità a chiunque, e allora?
Certo un po’ di sincerità nella vita non poteva guastare e poi forse si sarebbe anche dichiarato a quell'oca dell' Akagi... poi ci ripensò un secondo...
Sorvolando sulla gelosia che provò nell'istante stesso in cui immaginò Sakuragi dire alla babbuina di amarla, come avrebbe mai potuto fare il rossino visto che era innamorato di lui?
Un tuffo al cuore.
Quel pensiero gli aveva procurato un tuffo al cuore.
<Ma cavolo è da ieri che non faccio altro che pensare a Sakuragi e adesso mi sento anche così per lui? Già ma come mi sento? Emozionato forse.... MA CHE VADO A PENSARE!! Emozionato per cosa? Perché mi ama? E allora cosa me ne importa??>
" 'Giorno volpe... Sveglio già a quest'ora? Wow!"
La voce del rosso face sobbalzare Rukawa.
Per la prima volta si accorse che era una voce calda, calma e profonda, diversa da quella che aveva sempre associato al compagno di squadra.
Da quando faceva caso alla voce di quell'idiota?? Si chiese se per caso non fosse anche lui sotto l'effetto di una qualche pozione.
"Hn..."
"Sempre loquace, vero?? Eh eh eh... Ci vediamo dopo"
"Hn"
C'era decisamente qualcosa che non andava in lui in quel periodo... Forse era stata la dichiarazione di Sakuragi e lo scoprire che era vera e non dettata da un filtro d'amore...
Forse, ma adesso non aveva voglia di pensarci.



Hanamichi fu il primo ad arrivare in palestra.
Quando Miyagi e Ayako entrarono lo trovano mentre provava i tiri liberi.
"Hana... michi?"
"Ehi ciao Ryo-chan, ciao Ayako!" l'interessato si voltò a guardare il capitano e la manager con un gran sorriso che sorprese persino lui stesso.
Non aveva voglia di proclamare al sua presunta genialità, anche se non ne capiva il perché.
Per un pò andò tutto come al solito, fatta eccezione per Sakuragi che non stuzzica Rukawa, Sakuragi che non sparava le sue cazzate, Sakuragi che non...
No, c'era decisamente qualcosa che stonava quel giorno, questo pensarono tutti guardando ogni tanto il rosso che non riusciva a capire per quale motivo non avesse la forza e la voglia di comportarsi come faceva ogni altro giorno.

Solo Rukawa sembrava il solito, nonostante dentro di lui si agitasse un mare in tempesta.
Quella pozione era davvero tremenda. Aveva paura di quello che Sakuragi avesse potuto dire o fare e purtroppo, ben presto i suoi timori si rivelarono esatti. In realtà non sapeva perché si preoccupava così. Era tutto il giorno che continuava a chiederselo mentre faceva finta di dormire. E ancora per colpa di Sakuragi non aveva dormito!



In palestra erano rimasti solo Sakuragi che si allenava ai fondamentali con la babb... ehm... con Haruko e Rukawa che continua ad allenarsi da solo. Doveva controllare che quell'idiota non facesse cavolate, ma ancora non ne capiva il motivo.
"Hanamichi ti senti bene?" sentì la voce della Akagi parlare, col suo tono smielato, con Hanamichi che aveva appena finito di allenarsi.
Rukawa continuò a palleggiare come se niente fosse ma allungò le orecchie. Chissà cosa voleva quella gallina da Hanamichi? <ARGGGGGGGHHHHHH!! L'ho chiamato per nome!>

"Sì Haruko perché?"
"Non so sembri... Non sembri tu..."
"Eh eh eh no, ti assicuro che sono io!" <Perché non riesco a fare lo scemo???>
"Senti Hana..." <Magari se dico qualcosa di carino ad Hanamichi Rukawa si potrebbe ingelosire...> pensava intanto Haruko.

<Che cavolo vuole adesso questa?? E poi... COSA CAVOLO MI IMPORTA???> pensava intanto un sempre più stralunato Rukawa.

"Dimmi...."
Haruko abbassò lo sguardo per nascondere l'imbarazzo e il rossore che le colorava le guance. Sperava solo che Sakuragi non la fraintendesse.
"Hana ascolta... Non mi ero mai accorta che ultimamente tu fossi diventato così carino... Ti andrebbe di andare da qualche parte adesso che usciamo?"
Silenzio.

Rukawa smise di palleggiare.
Come si permetteva quella sgallettata di invitare fuori il do'aho?? E come si permetteva di dirgli che era diventato carino? Hanamichi era stato sempre bello, non carino!
Stop... Cosa aveva pensato??? Oddio non è che era geloso di Hanamichi??

Hanamichi dal canto suo non sapeva come trattenere le risate.
Per quanto tempo aveva desiderato un discorso come quello?
Per poco, forse mai, non per davvero almeno.
E adesso che arrivava , proprio davanti a Rukawa lui non poteva che esserne divertito.
"Haruko ascolta... Io ti ringrazio, ma vedi..."
"Ha da fare con me!"
Una voce nota arrivò dalla porta che dava sull'esterno.
"Akira? Che ci fai qui?"
"Ciao Hana-kun! Ti ricordi che avevamo interrotto un discorso ieri sera?"
"Ma veramente...." Hanamichi non aveva nessun discorso in sospeso con Sendo, ma in un certo senso quando lo vedeva non poteva fare a meno di sentirsi attratto da lui, come un pezzo di ferro da una calamita. Eppure non era sempre stato così.
Di nuovo fece mente locale per un attimo e si accorse che era successo tutto dopo aver mangiato un lecca lecca... Che ci fosse un nesso??

"E tu che vuoi?" Stavolta era stato Rukawa a parlare e tutti si voltarono verso il volpino. Era arrabbiato con se stesso per il pensiero che aveva fatto e con Sendo che stava sempre in mezzo alle scatole. Chissà poi che voleva quel porcospino? Non gli era bastato il due di picche del giorno prima?
E se fosse stato solo quello? Certo la competizione poteva essere un buon motivo per quella specie di g... non riusciva a dirlo.... Insomma per quella cosa che aveva provato pochi istanti prima.
Ma da quando era in competizione anche con Haruko? Accantonò quel pensiero, la mancanza di sonno cominciava a pesare sul serio.
"Ciao Rukawa! Io sto bene grazie e tu? Che c'è, sei per caso geloso?" Rukawa stava per esplodere ma si limitò a mandare a quel paese Sendo mentre Hanamichi a sentire quell'affermazione avvampò diventando dello stesso colore dei suoi capelli, se non più rosso.
L'unica che pareva non capirci niente sembrava essere Haruko.

"Ehm... Hanamichi allora....?"
"Haruko mi dispiace ma ho da fare con Sendo." a quella frase una fitta tremenda alla testa, ma fece finta di niente, non voleva mentire, ma d'altra parte voleva stare un po’ con Sendo, anche se non ne capiva il motivo.
Rukawa gli passò accanto, mentre Haruko rossa in viso si scusava e salutava tutti i presenti scappando in fretta verso gli spogliatoi.
"Sei proprio un do'aho!" Il moro non disse altro, anzi non sibilò altro perché il tono con cui disse quelle poche parole era basso, pericolosamente basso e molto più freddo del solito.
Hanamichi non capì il motivo di quelle parole, ma anziché sentirsi ferito come credeva, provò uno strano senso di calma.
"Eh eh eh Ciao Rukawa!! Allora Hanamichi.... ti va di andarti a cambiare?"
"Ehm... sì certo..." Hanamichi era insospettito da quell'atteggiamento del numero sette del Ryonan ma cercò di non farci caso e annuendo si diresse verso gli spogliatoi, dove trovò Rukawa che stava praticamente sbattendo tutti gli oggetti che gli capitavano a tiro.
Rimase un attimo fermo sulla porta senza sapere che fare o dire mentre Rukawa lo guardava come se non lo avesse mai visto.
"Tutto bene volpe?"
"E a te che ti importa?"
"Cazzo ti amo e se permetti mi preoccupo a vederti così!" Si morse il labbro inferiore e non solo perché aveva urlato, ma per quello che aveva appena detto; aveva ripromesso a se stesso di non dirglielo mai più e invece non era stato in grado di trattenersi.
Per un istante il volto di Rukawa sembrò quasi rasserenarsi. Sentire quelle parole ebbero una specie di effetto calmante su di lui. Poi pensò che aveva risposto così direttamente per effetto della pozione. Con il passare dei giorni l'impulso di dire la verità aumentava e la persona soggetta alla pozione era portata a dire la verità non solo per rispondere a domande dirette, ma anche quando esternava un suo pensiero. Aveva controllato il libro di pozioni e si era documentato con cura. Sempre perché si sentiva in colpa, anche se un dubbio si insinuava nella sua mente.
<E se non fosse solo per quello?>
"Sì, certo..."
"Se non sapessi che non è così direi che sei geloso di Sendo..."
Quel nome. Ma cazzo doveva per forza dirlo?
Ma che gli importava se lo diceva??
Non voleva che il rossino finisse con Sendo, magari anche a letto con lui, solo per quella pozione! Non se lo meritava...
Ormai era certo che Sakuragi non gli fosse antipatico e nemmeno indifferente.
Ma ancora non si capiva.
"Vuoi sapere perché hai baciato Sendo ieri??" alzò la voce. Quel comportamento non era da lui, ma a sentire quel nome e a pensare che il suo rivale era lì vicino, gli veniva in mente di come la sera prima il porcospino gli fosse andato a raccontare nei dettagli il discorso con Sakuragi terminato con un passionalissimo bacio.
Sentiva ancora la rabbia che il giorno prima aveva trattenuto ribollirgli nelle vene!

Hanamichi rimase immobile, come faceva Rukawa a sapere di quel bacio? Ma sopratutto: perché sembrava così arrabbiato?
Annuì incapace di pronunciare anche una sola sillaba. Non aveva mai visto Rukawa in quello stato, anzi non aveva mai visto Rukawa dimostrare anche un solo sentimento o emozione.
"Perché il caro Akira -disse il nome dell'apprendista stregone sbeffeggiando il modo in cui Hanamichi lo aveva chiamato- ti ha dato una pozione d'amore che si chiama Globo d'amore, ecco perché!!"
"Ma che diavolo dici??"
"Io e Sendo siamo due apprendisti stregoni e lui ti ha fatto mangiare un lecca lecca, lo stesso che hai preso a me l'altro giorno. In quel modo ti ha dato la pozione...."
"Rukawa non è divertente..."
"Ma è vero! ^__^"
"Sendo?!?" il giocatore del Ryonan era appena entrato dalla porta e adesso se ne stava appoggiato allo stipite come se stesse dicendo la cosa più normale del mondo."
"Non arrivavi e allora sono venuto a vedere quanto ti mancava.... Kaede sai che non dovevi dirglielo, vero?"
"Fa conto che abbia mangiato anche io un lecca lecca con la pozione che ho preparato e non posso fare a meno di dire la verità..."

Hanamichi guardava imbambolato alternativamente Rukawa e Sendo senza capire cosa stessero dicendo.
"Mi volete spiegare cosa state dicendo????" dal tono della voce si poteva chiaramente percepire tutta la confusione mista a rabbia che provava.
"Allora Hana siediti... - il rosso obbedì di malavoglia al comando di Sendo - Io sono un'apprendista stregone come Kaede. Ci conosciamo da quando abbiamo sei anni e i nostri genitori sono amici di vecchia data. Non siamo rivali solo nel basket, ma anche a scuola... cioè nella scuola di magia che frequentiamo. Qui a Kanagawa ce ne sono due, mentre in tutto il Giappone una decina. Comunque, noi due abbiamo dei poteri magici, anche se ognuno di noi ne ha alcuni più sviluppati e riesce meglio in una materia piuttosto che in un' altra... Fino qui tutto chiaro?"
"No" disse fermamente Hanamichi, non poteva credere a tutte quelle cose!
"Do'aho!"
"Vorrei vedere te al mio posto!"
"Io ho scoperto a 4 anni di avere dei poteri e che i miei genitori non erano persone come le altre... Certo è diverso, ma è stato ugualmente uno shock." Rukawa sembrava essere più convincente di Sendo visto che il rossino lo seguiva con attenzione e sembrava persino dar credito alle sue parole.

Sendo fece una leggera risatina. Quei due erano proprio carini insieme, peccato che Rukawa non se ne accorgesse e Sakuragi fosse sicuro di non essere ricambiato...
"Allora possiamo fare un po’ di tutto, senza comunque andare contro le leggi fisiche tipo la gravità e cose del genere, ma per esempio possiamo governare i fenomeni atmosferici in determinate occasione e utilizzando molto del nostro potere, anche se in realtà io e Akira ancora siamo degli studenti e non possiamo farlo... Possiamo creare pozioni per qualsiasi cosa, anche per guarire ferite non gravi e per curare malattie tipo l'influenza nel giro di un paio d'ore.
La nostra professoressa di pozioni, la signora Veda è anche in grado di leggere frammenti di pensieri altrui e capire tutti i sentimenti delle persone. Ma noi ancora non siamo a quel livello."
"La VOSTRA professoressa?" in quel momento un moto di gelosia si fece largo nell'animo del rosso.

"Sì stiamo in classe insieme da tre anni. Comunque io sono particolarmente bravo nell'utilizzare gli elementi naturali e ad usare la telecinesi. Con la pratica riuscirò anche a leggere pensieri e sentimenti, ma per ora è troppo presto."

Sendo scoppiò a ridere a quelle parole e sia Hanamichi che Rukawa si girarono a guardarlo con un sopracciglio alzato.
"Scusate -disse mentre cercava di soffocare le risate- è solo che pensavo a te Kaede... Potenzialmente sai leggere i sentimenti e non ti sei accorto di quelli di Hanamichi e nemmeno dei tuoi! Non è divertente?? Ah ah ah!" e scoppiò a ridere di nuovo piegandosi in due.

Hanamichi arrossì e Rukawa si dette mentalmente dell'imbecille. Sendo aveva ragione, solo che lui non era mai stato troppo interessato a quel potere.
Rukawa si schiarì la voce, cercando di farlo anche con i suoi pensieri ormai in tumulto e gelò Sendo con lo sguardo, il quale smise di ridere e si asciugò le lacrime che il troppo ridere gli aveva procurato.
"Il deficiente qui, invece è bravo con le pozioni di qualsiasi tipo e con i fenomeni atmosferici. Anche lui ci sa fare con la telecinesi ed è bravo negli incantesimi di trasformazione. Comunque siamo i primi della nostra scuola, anzi i primi dell'intera prefettura...."
"E siamo tra i primi cinque di tutto il Giappone... Comunque è ovvio che ci sono stregoni, sia apprendisti che... professionisti, diciamo così, che sono molto molto più potenti di noi..." lo interruppe Sendo, Hanamichi notò che entrambi sembravano molto fieri della loro posizione.
"Beh questi sono i nostri poteri, anche se in realtà le pozioni le può preparare chiunque e ognuno di noi ha potenzialmente la capacità di utilizzare tutti i poteri, comunque ognuno è più dotato in un campo piuttosto che in un altro..."
Rukawa si stupì dell'affermazione che aveva appena fatto. Possibile che lo avesse detto per davvero? Stava spiegando realmente cose che dovevano restare segretissime?
I suoi poteri erano l'unica cosa insieme alla bravura nel basket che lo facesse sentire speciale e lui si stava rendendo conto che Sakuragi avrebbe potuto raggiungerlo anche in quello oltre che nel basket, visto il potere astrale che sembrava avere.
Ehi da quando Sakuragi poteva raggiungerlo nel basket? Effettivamente era molto migliorato e il suo talento era indiscutibile e poi... quando si allenava seriamente era davvero bravo, ma...
Cercò di riportare la sua attenzione su Sakuragi. Ora doveva vedere in che modo il suo compagno di squadra avrebbe reagito, per decidere se cancellare la memoria di quella discussione e con l'occasione anche della dichiarazione con una pozione oppure... Oppure?
Per quale motivo aveva corso un rischio così grande come quello di raccontare ad un estraneo il suo segreto?
Per quello che ne sapeva lui, Sakuragi poteva essere un cacciatore di streghe, anche se ormai erano praticamente estinti, o comunque un esponente di qualche clan avversario o qualche creatura delle tenebre, o....
Ok non doveva pensarci! Non poteva farsi tutti quei problemi per delle cose stupide e senza fondamenta. Se Sakuragi avesse avuto un qualche tipo di potere, anche se fosse stato una creature del male, lui o anche Sendo se ne sarebbero accorti e poi ... E poi cosa?
"Allora che ci dici?" la voce di Sendo gli impedì di formulare un pensiero che non aveva voglia di affrontare.

Hanamichi rimase dapprima serio e guardò con aria pensosa prima Rukawa e poi Sendo. Poi all'improvviso, senza nessun apparente nesso logico scoppiò a ridere come un matto.
"BWAHAHAHAHAH che divertenti che siete! Certo che da te Ru non me lo sarei mai aspettato! AHAHAHAH!! Ok ragazzi ora io vado a farmi la doccia...." si alzò e continuando a ridere si diresse verso le docce.
Mentre camminava l'accappatoio che intanto aveva preso dalla borsa gli scivolò di mano e allo stesso modo anche la pochette in cui teneva il bagnoschiuma e lo shampoo.
Si chinò per raccogliere le due cose ma si accorse che non poggiavano a terra.
L'accappatoio era sospeso a mezz'aria mentre la pochette si muoveva tranquillamente verso Rukawa.
Il ragazzo teneva le mani alzate, una in direzione della sacchetta mentre l'altra verso l'indumento di spugna.
Hanamichi guardava gli oggetti con gli occhi fuori dalle orbite, poi spostò lo sgaurdo su Rukawa che lo guardava come se niente fosse.
"Beh do'aho? Che ne dici della mia telecinesi?"
"Dai Kaede quello è un giochetto da bambini!" Sendo guardò Hanamichi e con un sorriso a trentadue denti alzò le mani verso il rossino.
In meno di un secondo Hanamichi si ritrovò a galleggiare a un metro da terra senza capirne il motivo.
"Ah e poi il mio è un giochetto da bambini? Esibizionista!"
"Sei sempre il solito, scusa credi che sia facile tenere in aria una cosa come 85 kg in aria visto che io ne peso 79?"
"Ehi do'aho siamo ciciocceteli eh? Io peso 75..."
"Io peso 83 kg, non 85! E poi non sono cicciotello! I miei sono tutti muscoli e poi... CAZZO METTIMI GIUUUUUUU'!!!"
"Effettivamente si vedono i muscoli... Sei proprio ben fatto Hana, sai? Comunque, se proprio vuoi scendere...." E dette quelle parole, mentre sulle labbra di Sendo aleggiava ancora un sorriso malizioso per l'apprezzamento fatto poco prima (apprezzamento che aveva causato pericolose scintille negli occhi di Rukawa), il rossino si ritrovò col sedere a terra. Un metro non era una grande altezza, ma certo faceva male!
Rukawa diresse sia l'accappatoio che la pochette verso il loro proprietario e posò entrambi gli oggetti con molta delicatezza in grembo al ragazzo.
"Sei convinto ora?"
"S-sì... C-credo... Ma voi chi siete??"
"Hana te lo abbiamo detto! Siamo due apprendisti stregoni..."
Sakuragi non riusciva ad alzarsi. Era davvero sconvolto.
Era uno di larghe vedute e credeva agli extra-terrestri. Insomma l'uomo non poteva essere così presuntuoso da pensare di essere l'unica forma di vita intelligente nell'intero, sconfinato universo, ma quello era decisamente troppo!!
"Hana... sei tra noi???" La voce di Sendo lo fece voltare nella sua direzione. Si alzò, prese la sua roba e se ne andò nel locale docce senza dire una sola parola, lasciando Rukawa e Sendo a guardarsi perplessi.
Non poteva crederci. Non poteva credere che esistesse davvero la magia, non credeva che fosse possibile e invece.... Invece il ragazzo che amava e uno dei suoi più acerrimi rivali erano apprendisti stregoni.
Già ma poi... amava per davvero Kaede oppure era solo un'illusione creata da qualche strana magia?
Già... magia... in fondo si trattava di quello, no?
L'amore è una magia che ti colpisce quando meno te lo aspetti e quello per Rukawa non era certo frutto di qualche strano incantesimo...
Ammettendo che quei due dicessero la verità si sarebbero spiegate molte cose...
L'improvvisa attrazione per il porcospino e il fatto di non riuscire a trattenersi dal dire la verità sui suoi sentimenti a Rukawa.
Ancora qualcosa non gli tornava, ma si decise ad uscire da sotto il getto d'acqua, asciugarsi e vestirsi (aveva portato il cambio lì perché non se la sentiva di vestirsi sotto lo sguardo famelico di Sendo) per tornarsene a casa.
Entrò nello spogliatoio e vide che Rukawa era seduto su una panca e fissava un punto imprecisato davanti a sé mentre di Akira non c'era traccia.
"Come mai sei ancora qui? E Sendo?"

Perché cavolo doveva sempre metterci di mezzo quel nome??
"Doveva andare a scuola."
"A scuola? Ah sì... E tu non ci vai?"
"No, oggi non mi va...."
"E puoi saltare così le lezioni?" Quella doveva essere davvero una strana scuola!
"No, ma con i voti che ho non devo preoccuparmi di saltare un giorno... Se sei pronto andiamo..."
"Andiamo? Che significa andiamo?"
"Devo spiegarti alcune cose..."
"Ok... se lo dici tu..."
I due uscirono dal cancello della scuola e continuarono a camminare in silenzio. Kaede portava la bicicletta a mano e continuava a cercare di rompere quel silenzio per spiegarsi, ma ogni volta che apriva la bocca, non un solo suono ne usciva.
"Dove stiamo andando?"
"A casa mia."

Panico. Detta così poteva essere male interpretata. In fondo era già stato a casa della volpe. Per quale motivo adesso gli tremavano le ginocchia molto più che la prima volta?
Cavolo adesso Rukawa gli voleva solo parlare di alcune cose, non doveva mica confessare il suo amore come la volta precedente... E allora cosa gli stava succedendo?
Forse il sapere che Rukawa non era esattamente una persona comune gli dava una certa insicurezza, insomma lo faceva sentire molto a disagio.

Kaede si accorse di quello che aveva detto. Non c'era niente di male nelle sue parole, ma certo dire ad una persona che sai essere innamorata di te, 'ti porto a casa mia'... beh non è il massimo né della furbizia né del tatto. Certo non potevano andare in un posto qualsiasi e tanto meno a casa di Sakuragi. A casa sua non c'era nessuno, sua madre sicuramente era già andata a scuola ad insegnare e suo padre non tornava mai prima delle nove e mezza. Doveva capire che intenzioni avesse Sakuragi e poi... e poi doveva anche spiegargli la faccenda della pozione.
La sera prima tornato a casa si era imbestialito con sua madre dicendole che aveva combinato qualche casino con i lecca lecca, ma poi si era scoperto che il signor Rukawa aveva scambiato inavvertitamente i coperchi delle due scatole e non essendo molto ferrato in pozioni non si ricordava assolutamente che conseguenze poteva portare uno scambio tra i due gusti.
Ora era troppo tardi per rimuginare sopra a quello che era successo, il danno era fatto e adesso bisognava recuperare in qualche modo... Chissà poi perché si preoccupava così! Ancora doveva capirlo.
Arrivarono a casa della volpe e entrarono in silenzio, Rukawa fece sedere Sakuragi, gli offrì da bere e poi si sedette accanto a lui sul divano.
"Ascolta... quella che hai preso da me..."
"Era una pozione lo so, ma non credo che quello che provo dipenda da quel lecca lecca..."
"No aspetta, tu non sai cosa hai mangiato... Non è questo che volevo dirti..."
"Ah.... e cosa mi hai fatto mangiare scusa?"

"Cosa HAI mangiato, non cosa TI ho fatto mangiare...!!" La voce di Kaede sembrava essersi scaldata, o meglio sembrava alterato... Possibile che la volpe polare potesse arrabbiarsi?
"Ok, ok... non scaldarti!"
"Io non mi sto scaldando!" adesso quella voce di solito così fredda e distante era alta, si stava decisamente alterando. Hanamichi sorrise fra sé, era così bello riuscire a suscitare una qualche reazione nella sua volpe!
"Sei bello quando ti arrabbi... sembri umano... cioè... sembra che tu abbia dei sentimenti, cioè... insomma..." Hanamichi fissava Rukawa con un sorriso impacciato e il volto rosso per l'imbarazzo, non voleva che le parole che aveva detto fossero fraintese! E ancora una volta si stupì di non essere riuscito a trattenere un pensiero per sé.

Kaede rimase imbambolato a guardarlo. Effettivamente Hanamichi era l'unico che riuscisse a suscitare in lui una qualche emozione e non solo rabbia... Quel pomeriggio era stato.... Non riusciva a dirlo, ma era stato geloso.
Vide l'imbarazzo dipinto sul viso del compagno e il sorriso che comunque non abbandonava le sue labbra e non poté fare a meno di concentrarsi su quello...
<Chissà se sono morbide... Sendo lo sa, GRRRR che rabbia! Ma che penso? Oddio no... non è possibile!!! Non sarà che...??>

Bacio.
Hanamichi voleva baciarlo e ora lo stava facendo. Era un bacio casto, nulla più che due bocce che si toccavano, nulla di più di due petali di rosa che si sfioravano.
Dolce, morbido, caldo, profumato.

Kaede se ne stava con gli occhi spalancati e con le labbra di Hanamichi che premevano delicatamente sulle sue.
Erano davvero morbide come credeva...

Poi la razionalità prese il sopravvento.
Ma che stava facendo???
Hanamichi si allontanò di colpo da Rukawa, lasciando lui e quest'ultimo con una strana sensazione alla bocca dello stomaco.

Kaede dopo un attimo di smarrimento iniziale riprese il suo solito atteggiamento e piantò i suoi occhi blu addosso ad Hanamichi che se ne stava con lo sguardo basso senza sapere cosa dire e senza avere il coraggio di guardare l'altro.
"Beh?"
"S-scusa... E' solo che io... volevo farlo e l'ho fatto... vedi io..."
"La pozione... è effetto della pozione."
"Cosa? Ma..." Certo, la pozione, lo aveva quasi dimenticato.
"Non era il globo d'amore, era la pozione della verità."
Hanamichi alzò la testa di scatto e con gli occhi sgranati guardava Rukawa, impassibile come sempre... o forse era lui a non vedere le emozioni che passavano negli occhi del volpino, perché ormai questi sapeva bene come non far trasparire nulla, era un requisito fondamentale per un telepate.
"Che cacchio stai dicendo???"
"Mio padre ha scambiato le scatole dei lecca lecca. Ne ho usato uno al limone anziché al cedro e per questo è uscita fuori la pozione della verità. Vedi il globo d'amore e la pozione della verità hanno gli stessi ingredienti e le stesse dosi, ma se si utilizza un lecca lecca al limone si ottiene la pozione della verità, se invece se ne adopera uno al cedro allora esce il globo d'amore. Capito do'aho?"

"NO!" Hanamichi era ancora sotto shock. Passi che la magia esiste, passi che Rukawa e Sendo avessero dei poteri magici, passi che entrambi avevano sperimentato le loro pozioni su di lui, ma che Rukawa avesse scambiato due lecca lecca e adesso lui fosse costretto a dire la verità... quello era davvero troppo!
"Come no? Mio padre si è sbagliato, ha scambiato i due coperchi su cui ci sono le etichette e così la pozione è venuta fuori diversa... Ma a quanto vedo, funziona lo stesso.
Tutto quello che tu hai fatto negli ultimi due giorni è dovuto all'effetto del lecca lecca."
"Hn..."

A Rukawa per un istante venne da ridere, lui parlava come una macchinetta e Sakuragi stava zitto.... si erano scambiati i ruoli!
Dopo un attimo di silenzio Hanamichi parlò di nuovo.
"Che effetti ha? E quanto dura?"
"Allora dura per sette giorni dal momento dell'assunzione, quindi ne avrai per altri 5, ma l'effetto va aumentando col passare del tempo invece di diminuire. Quindi ogni minuto che passa ti risulterà sempre più difficile non dire la verità e questo comporta anche che non riuscirai a trattenere le azioni e i pensieri. Ecco questi sono gli effetti, all'inizio dici la verità solo per rispondere a domande specifiche, poi cominci a dire quello che ti passa per la testa, e tra un paio di giorni agirai solo d'istinto, senza pensare e senza che la razionalità possa fare qualcosa.
Infatti per quello che hai appena fatto -e fece una pausa, era una piacevole sensazione ripensarci- non sei riuscito a trattenerti perché la pozione sta cominciando ad agire sempre di più."
"Ho capito, allora devo evitare di avere rapporti con chiunque..."
"Beh certo rischi di fare cose di cui ti potresti pentire..."
"Già... Ma quanto parli stasera kitsune!"
"Mpf!"

Hanamichi rise, rise di gusto con il cuore che gioiva. Certo Rukawa non lo avrebbe mai ricambiato, ma cosa importava in quel momento?

Kaede se ne accorse. Si accorse di come quel ragazzo fosse sempre pieno di vita e come riuscisse a trascinare con la sua allegria chiunque gli stesse accanto. Non riuscì a trattenersi e cominciò a ridere. Dapprima piano e sommessamente, poi sempre più forte e sempre più allegramente.
<Ma cosa mi stai facendo?>
"Ok... allora che devo fare secondo te?" Hanamichi provò a tornare serio, anche se riusciva a stento a trattenere le risa.
Per Kaede fu molto più semplice riprendere il controllo, nonostante nella sua voce si scorgessero ancora le tracce del riso.
"Allora credo che la cosa migliore sia rimanere a casa dandoti malato, anche se forse non credo che riusciresti a dire ai tuoi una balla .. Ok sono un idiota!-___-"
"Ehi! Ma quello non ero io?"
E di nuovo si guardarono e risero. Rukawa non rideva così tanto da molto tempo.
"Ok, rimani qui."
"EH??" Hanamichi non credeva alle sue orecchie. "Ma scusa e cosa dici ai tuoi?"
"Domani partono per un convegno sulla telepatia che si svolge a Kyoto, quindi staranno via per una settimana, non ci sono problemi."
"Fate addirittura i convegni? Ok, domanda stupida... Mi devi parlare della tua vita come stregone e di cosa... -si bloccò di colpo- Scusa non devo intromettermi e poi non credo tu ne possa parlare."
"In realtà non potrei farlo, ma posso sempre trovare un modo per giustificare il fatto che te l'ho detto. Tu però devi tenere il segreto a vita, altrimenti finiremmo nei guai entrambi."
"Che intendi?"
"Io verrei processato per aver violato la legge e tu verresti sicuramente condannato ai lavori forzati in qualche luogo di detenzione insieme a tutti quelli a cui ne hai parlato."
Hana era sconvolto.
"Cosa?? Ma non è crudele?"
"Vedi noi stregoni e streghe abbiamo molti nemici: i cacciatori di streghe, anche se sono probabilmente estinti, i vampiri, i demoni, gli angeli del male..."
"Ehi stop, stop! Esistono vampiri e cose simili???"
"Certo e sono tutti nostri nemici, o meglio loro lavorano per il male noi per il bene, benché ci siano comunque streghe e stregoni votati al male..."
"Ok adesso basta... questo è davvero troppo! Troppe notizie tutte insieme!"
"Ok..."
"Senti ma se adesso vado a casa e mia madre mi chiede perché sto via 5 giorni, le dirò la verità, giusto?"
"Vero, non ci avevo pensato. Ok... fammi pensare... ecco idea!! Allora i tuoi sono al lavoro adesso o sono già a casa?"

"Mio padre è morto quasi tre anni fa, mia madre fa l'infermiera e oggi fa il turno di notte." Hanamichi si morse le labbra, non voleva raccontare mai a nessuno di suo padre, ma ora per colpa di quella stupidissima pozione lo aveva detto a Rukawa!
Cominciava ad odiare gli effetti di quella cosa!

Kaede rimase un attimo in silenzio. Non ne sapeva niente e nemmeno poteva immaginare che quell'idiota fosse orfano di padre.
"Com'è successo?... Scusa non dovevo chiedertelo... La pozione..."
"Ha avuto un infarto e io, per colpa di una rissa in cui ero stato coinvolto, non sono riuscito a chiamare i soccorsi in tempo. Se non avessi fatto a pugni anche quel giorno, ora mio padre sarebbe vivo..."
"Mi dispiace, davvero... Comunque non è stata colpa tua se è questo quello che vuoi dire!"

"Oh sì che lo è stata, lo è stata e come...." Alzò gli occhi e incontrò lo sguardo del volpino. Sembrava... triste... Gli sorrise dolcemente e sentì Rukawa avvicinarsi, finché, senza nemmeno accorgersene si ritrovò con le sue braccia appese al collo e la sua testa poggiata sulla spalla.
"Non è colpa tua..."
Hanamichi ricambiò l'abbraccio con il cuore che gli scoppiava dalla gioia e per un attimo si perse nel profumo dei capelli del suo amato, ma subito si staccò da lui. Non voleva agire sotto l'effetto della pozione, ma soprattutto non voleva la sua compassione.
"Non voglio la tua compassione, né la tua pietà!"
"Do'aho! Non è compassione e nemmeno pietà!"
"E allora perché lo hai fatto???"

Già, perché lo aveva fatto? Perché si era comportato in quel modo? Perché aveva sentito un peso sul cuore e una irrefrenabile voglia di abbracciare e proteggere quel ragazzo, perché non voleva che soffrisse mai più?
"Io... non lo so..."
"Scusa, non volevo essere duro... E adesso, cazzo!, non posso non dire tutto quello che mi passa per la testa!"
"Mi dispiace è colpa mia..."

"Ah... è per questo che mi aiuti allora... ti senti in colpa..." Hanamichi divenne improvvisamente triste. Certo che era solo per quello, che aveva in mente?
Che motivo aveva di illudersi?
"No... cioè sì.... Oh, non lo so! Cacchio, mi fai perdere il lume della ragione!"
Hanamichi guardò quel ragazzo di solito freddo e impassibile sbattere i pugni sul divano, come un bambino a cui hanno tolto un giocattolo e non poté fare a meno di intenerirsi.
<Sei così dolce!>
"Sei così dolce!"
<Ma no, l'ho detto!>
"Ma no, l'ho detto!"

Kaede alzò lo sguardo e lo guardò incredulo, la pozione stava facendo effetto molto più rapidamente del previsto. Ormai non riusciva più a trattenere i pensieri.
"Ok -disse risoluto alzandosi- chiama a casa e dì che dormi fuori, dopo penseremo a come fare per il resto, io vado a vedere se riesco a saperne di più dal libro di pozioni avanzate di mia madre."
"O-ok..." Hanamichi rimase molto impressionato dalla risolutezza del ragazzo e senza provare ad obiettare si fece indicare il telefono più vicino dal quale con una telefonata lampo disse a sua madre che dormiva a casa di Rukawa e di non preoccuparsi perché per 5 o 6 giorni avrebbe dormito lì. Poi disse "Ciao, ti voglio bene, non preoccuparti." e senza darle possibilità di replica mise giù la cornetta per impedirsi di dare informazioni di altra natura...

Kaede aveva organizzato tutto. Aveva lasciato un biglietto ai genitori in cui spiegava brevemente che Hanamichi sarebbe rimasto con lui in modo da poter limitare i danni e che sarebbe stato meglio se avessero cenato fuori e non fossero tornati prima dell'ora in cui solitamente i signori Rukawa si coricavano.
Tornarono all'una passata, avevano cenato cinese e poi avevano fatto lunghe passeggiate in due parchi diversi per 'perdere' tempo.
Kaede non parlava molto ma sembrava interessato a tutti i discorsi che Hanamichi faceva e ogni tanto ne iniziava uno di sua volontà
Stava cominciando ad essere molto incuriosito dalla vita di Sakuragi. Non sapeva bene perché ma voleva sapere tutto di lui, di quello che faceva quando era con gli amici, di come si comportava di solito a casa, insomma tutto.
Tornati a casa, Kaede diede ad Hanamichi degli asciugamani, un pigiama e della biancheria pulita, gli indicò la camera dove avrebbe dormito per il resto della settimana, il bagno e gli fece vedere quale era la porta della sua camera, nel caso avesse avuto bisogno di qualcosa, si era affrettato ad aggiungere, anche se in realtà il motivo era un altro.



Un motivo di cui però Rukawa non voleva rendersi conto, o forse aveva solo paura di farlo.
" 'Giorno..." Hanamichi entrò in cucina. Rukawa era andato a svegliarlo bussando alla sua porta ordinandogli di scendere entro 10 minuti o avrebbero fatto tardi e lui così aveva fatto. Ora il volpino era davanti ai fornelli tutto intento a preparare la colazione per entrambi.
"Io so preparare solo quella all'americana, se non ti sta bene fattela da solo!"
"Ehi... calma non ti ho detto nulla! Va benissimo così... Grazie..."
"Prego..." bofonchiò Kaede che non sapeva come spiegarsi quell'improvviso attacco di gentilezza nei confronti del compagno di squadra e che per questo motivo era alquanto scontroso.
"Certo che tu pensi sempre all'America, eh?" Hanamichi ruppe il silenzio che aleggiava tra i due.
"MH?" Kaede lo guardò perplesso, alzando appena lo sguardo dal suo piatto. Si sentiva troppo a disagio a guardare Hanamichi negli occhi, ma non ne capiva il perché!
"Sì per la colazione.... anche nel mangiare il tuo primo pensiero è per il basket... anche se indirettamente..."
"Forse... Comunque non voglio andare negli Stati Uniti solo per quello... Lì c'è un'ottima scuola di specializzazione per telepati, anzi c'è LA migliore scuola che esista, quindi voglio andarci anche per studiare..."
"Caspita, non ti facevo così studioso!"
Kaede sorrise e alzò lo sguardo per incrociare quello del rosso.
"Già... "
Per un attimo i loro occhi si fissarono gli uni negli altri e il mondo intorno sparì. Fu Rukawa a rompere l'incanto, più per l'imbarazzo che per altro, dicendo che dovevano andare a scuola. Non sapeva se era una buona idea mandare Hanamichi in un posto in cui sarebbe stato solo per molto tempo e per questo avrebbe potuto fare molti danni, ma infondo non, poteva mica legarlo in casa, no?

Evitarono di arrivare insieme per non destare sospetti, ma prima di andarsene avanti Rukawa consigliò ad Hanamichi di andare da lui ogni qual volta stesse per dire qualcosa che non doveva, anche se durante le lezioni.
Il rossino annuì diligentemente, ormai si stava abituando a percepire l'azione della pozione alcuni istanti prima che le parole gli uscissero dalla bocca e se non poteva impedirsi di parlare, beh, avrebbe parlato con Rukawa!
Certo che era strano! Se aveva un problema con chi ne doveva parlare? Con Rukawa....
E poi.... Insolito binomio: Rukawa, parlare. Eppure la volpe aveva parlato fin troppo in quei giorni...
Fino a 24 ore prima era solo un normale ragazzo, certo normale per quanto essere un tensai in ogni campo dello scibile gli permettesse, ma... Ma chi voleva prendere in giro? Sapeva benissimo di non essere un tensai in niente, se non forse nelle risse... Ma comunque a parte tutto, trascorreva una vita tranquilla e adesso si ritrovava a sapere che esisteva la magia e che lui stesso ne era vittima.
"La vita è davvero strana"
"Che hai detto Hana?" chiese Mito a bassa voce avvicinandoglisi.
"Che la vita è strana"
"Ah come sei filosofico, oggi... E come mai la vita è strana?"
"Beh perché fino a ieri ero uno normale e oggi..."
Le mani improvvisamente fredde, il cuore che aveva accelerato i battiti e un leggero fastidio, come un piccolo ago conficcato in profondità alla sua altezza.
Questa era la pozione.
"Professore posso andare in bagno?" Hanamichi si era alzato senza degnare di una risposta o anche di un solo sguardo Yohei.
Il prof. lo guardò in cagnesco prima di dargli il permesso e uscendo dalla classe Sakuragi si guadagnò uno sguardo interrogativo dall'amico e uno preoccupato da Haruko (infatti erano in classe insieme) che, negli ultimi tempi, si era accorta di essere particolarmente legata al rosso.



Era stata davvero dura pensare al bagno e non a Rukawa, ma certo non poteva piombargli in aula. Per fortuna alcuni pensieri sono troppo veloci per essere espressi, questo gli aveva detto Kaede la sera prima e per questo non si era preoccupato di ragionare sul fatto che sarebbe stato meglio andare in bagno.
Certo chiunque fosse passato di lì avrebbe sentito i suoi ragionamenti, perché come avevano scoperto sempre la sera prima a volte, in particolare soggetti, ma Kaede non gli aveva spiegato che tipo di soggetti, le pozioni avevano uno strano effetto. Nel suo caso era costretto a dire tutto quello che pensava, a chiunque lo avesse ascoltato.
Ma adesso come poteva chiamare Kaede?
Poi gli venne in mente la telepatia. Certo non doveva essere un potere particolarmente forte visto che Rukawa non si era mai accorto né dei suoi sentimenti, né aveva mai dimostrato di sapere cosa provassero gli altri...
E in ogni caso, anche se lui fosse stato particolarmente bravo a gestire quel suo potere, di solito lo si poteva usare con persone che si trovavano di fronte al telepate o comunque molto vicine, non con chi era a decine di metri di distanza!
Ma doveva provarci lo stesso, in fondo tentar non nuoce!
Cominciò a ripetere nella mente il nome del volpino, come una cantilena, come se solo quello fosse il modo di salvarsi da chissà quale pericolo.
<Rukawa, Rukawa, Rukawa, Rukawa, Rukawa... Ho bisogno di te Kaede ti prego vieni qui!... Rukawa, Rukawa, Rukawa, Rukawa...>

Kaede aprì di colpo gli occhi.
Qualcuno lo stava chiamando.
Cercò di focalizzare tutto il suo potere sulla telepatia, di modo da poter capire chiaramente, ma non aveva bisogno di molte conferme. Quella voce... Era quella di Sakuragi, ne era più che convinto, l'avrebbe riconosciuta tra miliardi di altre voci.
"Ho... bisogno... di... te... Kaede... Ti... prego... vieni..." questo stava dicendo Hanamichi, aveva bisogno di lui... Ma dove era?
Si concentrò un attimo cercando di pensare al rossino e gli venne in mente il suo viso sorridente e la cosa gli scaldò il cuore. Scosse piano la testa, non doveva distrarsi...
Ma certo! Il bagno! Era in bagno!
Alzò la mano e chiese al professore di uscire e questi acconsentì pensando che sarebbe stata al stessa cosa vederlo dormire sul banco o saperlo a zonzo chissà dove.
Entrò nel bagno e trovò Hanamichi seduto in terra con le mani che gli coprivano il volto e che spingevano sulle tempie.
Ebbe un paura tremenda che stesse male e gli corse di fronte inginocchiandosi e afferrandogli i polsi, scostando delicatamente anche se con un po’ di forza le mani dalle tempie.
"Stai bene?"

Hanamichi si trovò ad annegare in due pozzi blu come il mare e profondi come un cratere e fu felice.
"Sei venuto per davvero!"
"Come hai fatto a chiamarmi?"
"Ho pensato che se mi concentravo su di te, forse la tua telepatia..."
"E' strano, ho sentito i tuoi pensieri..."
"E allora? Non funziona così?"
Kaede intanto si era seduto di fronte a lui con le gambe incrociate e non aveva allontanato le sue mani da quelle di Hanamichi.
"No, te l'ho detto, si posso percepire solo i sentimenti e nemmeno troppo chiaramente e frammenti di pensieri, ma frammenti della grandezza di una parola... Anche se effettivamente io ho molto potenziale, però...."
"Però?"
"Ora non pensiamoci... Perché sei qui? Cosa è successo?"
Hanamichi distolse lo sguardo da quello di Kaede e lo fissò in un punto non precisato oltre la sua spalla.
"Vedi... stavo pensando che la vita è strana, Yohei mi ha chiesto perché e io.... Beh stavo per dirgli di te e Sendo..."
"Mh, capisco. Hai fatto bene a venire qui. Ti sei accorto dell'effetto?"
"Sì."
"E cosa senti?"
"Le mani mi diventano fredde, il cuore accelera e sento un dolore leggero ma fastidiosissimo qui..." E così dicendo alzò la propria mano, incatenata a quella dell'altro e la posò sul suo petto, all'altezza del cuore.

Kaede stava per impazzire. Improvvisamente anche il suo cuore aveva cominciato a battere più forte e non riusciva a togliere dagli occhi da quelli di Hanamichi.

"E' perché la verità viene da lì, dal cuore..." rispose sorridendo al rossino che lo guardò mentre il viso gli si illuminava per quel piccolo, tenero, dolce e infinitamente inimmaginabile gesto.
Ma fu proprio lui a risvegliarsi per primo, come se fossero entrambi caduti in un lungo sonno e quello fosse il sogno che lo accompagnava.
"Che fai?" chiese indicando le loro mani unite.
Kaede si alzò di scatto, lasciando il rossino seduto in terra a fissarlo.
"Adesso è meglio se torniamo in classe."
"Sì hai ragione" Hanamichi si alzò scrollando dai pantaloni invisibile polvere.
"Ci vediamo a pranzo."
Hanamichi guardò Kaede stralunato.
"A pranzo?"
"Certo non vorrai rischiare di fare qualche casino con i tuoi amici, no?"
"Ah già... In terrazza?"
"Hn, a dopo."
"A dopo"
E così, come se nulla fosse successo, i due se ne tornarono in classe, nessuno dei due però riusciva a togliersi dalla testa (e dal cuore) quella bellissima (per Hanamichi era tale) ma strana (e questo era ovviamente Ru^^) sensazione di calore che li aveva avvolti mentre si stringevano le mani.



La giornata passò senza troppi intoppi, anche perché in ogni occasione in cui potesse restare solo con suoi amici, Hanamichi scappava da Rukawa, senza farsene accorgere, e rientrava in classe insieme al professore, come se nulla fosse.
Yohei si era parecchio incuriosito ma non ci diede troppo peso, mentre Haruko sembrava seriamente turbata dal non poter stare con il rossino.
Infatti la babbu... ehm Haruko si era accorta che forse quella che nutriva nei confronti del rossino non era più amicizia, anzi ne era certa.
Aveva provato una gelosia folle quando lui aveva preferito uscire con Sendo anziché con lei, una gelosia che non aveva mai provato nemmeno per Rukawa.
Seguendo le indicazioni di Rukawa le lezioni erano passate... ora arrivava il difficile: gli allenamenti. Hanamichi si stava cambiando insieme al volpino (che lo seguiva come un'ombra) e i problemi cominciarono nel momento stesso in cui misero piede in palestra.
Miyagi fece una battuta sul fatto che Hanamichi e Kaede fossero arrivati insieme suggerendo che forse erano diventati amici.
"No, Ryo-chan in realtà..."
SBONK!
Un pallone si abbatté sul viso di Hanamichi impedendogli di finire la frase.

"TEME KITSUNEEEEEEE!!!!!!" Come aveva previsto Rukawa, Hanamichi si concentrò sull'affronto di aver ricevuto una pallonata da parte della kitsune così da dimenticarsi di ogni altra cosa.



Anche gli allenamenti passarono più o meno tranquillamente, anche se si videro volare più palloni del solito e nonostante Hanamichi fosse andato, di sua spontanea volontà, da Rukawa a chiedergli un consiglio sulla posizione delle braccia durante un tiro libero.
Il rossino non aveva potuto fare altro. Ayako gli aveva detto che se continuava così avrebbe raggiunto il livello di Rukawa nel giro di un anno e lui stava per rispondergli che non avrebbe mai raggiunto il livello del suo amore, con queste esatte parole, nemmeno in 100 anni.
La cosa bella era che aveva detto quella frase a Rukawa ed era diventato tutto rosso. Tutti pensarono che fosse per l'imbarazzo, non sentendo le parole che aveva pronunciato e nessuno si accorse del minuscolo sorriso che Rukawa fece e del bisbiglio che seguì "Grazie, ma non è vero." E poi se ne era tornato a giocare come se nulla fosse lasciando Hanamichi completamente sbigottito.

"Ok ragazzi potete andare a cambiarvi, abbiamo finito per oggi!"
"Ah, per fortuna!!"
"Hanamichi... dove credi di andare? Tu hai ancora da fare! ^___^"
"Sì, sì lo so Ryo-chan!"
"O___O" Miyagi era rimasto senza parole dal fatto che il rosso non avesse obiettato ma fosse andato diretto da Ayako dopo aver preso un sorso di acqua da una delle bottiglie che erano a bordo campo.
"Allora cominciamo Ayako?"
"No, oggi ci pensa Haruko... Sei contento, eh??" gli chiese la manager dandogli una leggera gomitata sulle costole per sottolineare il tono malizioso con cui aveva detto la frase.
"No."
Ayako non credette alle proprie orecchie. Non poteva per davvero aver sentito quello che aveva sentito! Ma certo, Hanamichi lo aveva detto solo perché Haruko era lì vicino e avrebbe potuto capire tutto!
Convinta di questo la ragazza uscì accompagnata da Miyagi, salutando con la mano i compagni di squadra, raccomandandosi di non fare danni, strizzando l'occhio all'indirizzo di Haruko e Hanamichi.
Haruko arrossì, Rukawa sbuffò esasperato e Hanamichi... beh lui cominciò a palleggiare come se nulla fosse.

"Senti Hanamichi....Va tutto bene?" chiese la ragazza al rossino che si stava esercitando sui tiri liberi.
"Sì, certo!"
"Ah... e allora come mai oggi sei sparito così spesso?"
"Andavo da Rukawa." si morse le labbra e si fermò un istante. Poi riprese la posizione cercando di essere naturale.
Haruko rimase shockata, mentre il pallone che Kaede aveva in mano era 'casualmente' scivolato a due metri da loro.
"Da Rukawa??"
"Sì vedi..."
"Dobbiamo decidere cosa regalare a Sendo per il suo compleanno."
I due si girarono sorpresi nella direzione da cui proveniva la voce di Rukawa, ma la più sconvolta era Haruko. Non solo Rukawa sapeva parlare, ma sembrava che lui e Hanamichi fossero diventati improvvisamente amiconi e la cosa le dava un fastidio infinito.
"Capisco..."

Kaede se ne tornò dalla sua parte di campo lasciando Hanamichi ai suoi allenamenti ma cercando di comunicare con lui telepaticamente. Se ci fosse riuscito... Beh adesso non era il momento di pensarci!
<Se hai bisogno chiama, io sto qui, ok?>
"Ok." disse il rossino ad alta voce e Haruko pensò che volesse tornare ad allenarsi e gli porse un'altro pallone.

"Senti Hana.... Non voglio deconcentrarti, ma..."
"Dimmi..." disse Hanamichi mentre palleggiava, dopo aver cambiato esercizio.
"Ti volevo chiedere se... Ti va se dopo che abbiamo finito ce ne andiamo da qualche parte?"
"No."
"Ha-hai da fare?" chiese la ragazza mentre la voce le si incrinava.
"No, solo che non voglio uscire con te!"
"P-perchè scusa?"
"Senti non mi stai antipatica sia chiaro, ma... Semplicemente non mi stai nemmeno simpatica, certe volte sei molto immatura e persino stupida e poi, io sono già innamorato di...."
SBONK!
Nuova pallonata in faccia, forse la millesima del pomeriggio... ed erano solo le 19:30....
"Ehi kitsuneeeeee!!"
Hanamichi si era concentrato sulla sua kitsune dimenticandosi di Haruko che intanto correva via nascondendo il viso tra le mani per celare il pianto.
Lei era convinta che Sakuragi nutrisse qualcosa nei suoi riguardi! E invece... Che figuraccia che aveva fatto! (E questo è poco!>___< NdSaku)

Rukawa era stato a sentire tutto il discorso. Va bene umiliare quella gallina senza cervello, va bene dirle che è stupida, ma arrivare a dire ai quattro venti i fatti suoi, quello non glielo avrebbe permesso! Non voleva che il rossino si rendesse ridicolo per colpa di un suo errore... e anche se non fosse stato per colpa sua... beh non se lo meritava lo stesso!

Mentre erano intenti a prendersi a pugni come sempre, nonostante fosse più per abitudine che per altro, una voce proveniente dalla porta richiamò la loro attenzione.
"Ehilà ragazzi!"
"Sendo... ciao!" Disse Hanamichi subito dimentico della scazzottata mentre si dirigeva verso il nuovo venuto lasciando parecchio interdetto Rukawa, cosa che non passò inosservata a Sendo.
"Allora come va?"
"Bene non fosse che parlo troppo..."
"Eh eh eh, dai che il quarto giorno è quasi finito... Ne mancano solo tre..."
"Per fortuna! Guarda non la reggo più questa situazione..."
"Do'aho andiamo fare la doccia."
"Eh? Ah sì!"
Sendo notò lo sguardo torvo che Kaede gli lanciò passandogli accanto e ricambiò col suo solito sorriso, mentre si andava delineando nella sua perfida mente un piano altrettanto perfido per far accorgere quello zuccone del suo amico dei sentimenti che provava.
Quella settimana non avrebbe avuto lezione per via del convegno di Kyoto a cui la maggior parte dei professori e anche molti degli alunni avrebbe partecipato.
In realtà anche Kaede sarebbe dovuto partire con i suoi genitori visti i suoi poteri di telepatia, ma evidentemente aveva di meglio da fare a Kanagawa...



Era appoggiato ad un muro quando i due amici uscirono camminando tranquillamente, finalmente liberi di poter agire senza paura delle conseguenze... anche perché Hanamichi non poteva fingere ^__^!
"Allora vi va di andare da qualche parte?"
"No!"
"Sì!"
Ecco lo sapeva, era lui il vero genio, altro che Hanamichi! Sapeva che Kaede avrebbe rifiutato e che Hanamichi invece avrebbe accettato, come sapeva che se avesse proposto di uscire solo loro due, come stava facendo, Rukawa lo avrebbe fulminato con lo sguardo e avrebbe detto che sarebbero andati tutti insieme.
Passaro da casa di Rukawa per permettere al padrone di casa e ad Hanamichi di cambiarsi, infatti Hana aveva chiesto a Yohei di passare da casa sua a prendergli il cambio di vestiti e tutto il necessario per stare 4 giorni fuori, senza dare spiegazioni che Mito, da bravo amico non aveva chiesto.
Sendo invece aveva usato la sua abilità nelle mutazioni per far diventare la maglietta bianca una t-shirt rossa attillata a mezza manica, la giacca della divisa un giubbino di jeans abbinato ai pantaloni neri, trasformati in un paio di jeans celeste scuro con sfumature più chiare sulle gambe e sul sedere, il tutto corredato dalla mutazione della scarpe di pelle in comode scarpe da ginnastica.
Si era offerto di pensarci lui ai vestiti, ma Rukawa aveva rifiutato dicendo che non si fidava dei suoi gusti (anche se aveva dovuto ammettere a sé stesso che quella sera Sendo non era niente male...), mentre Hanamichi aveva paura che essendo solo uno studente, anche se bravo, gli avrebbe potuto far saltare un braccio o una gamba, o qualcos'altro...^^;;

Nel giro di un'ora erano tranquillamente in giro per le strade della città attirando su di sé tutti gli sguardi. Tutte le ragazze, le donne e le bambine che camminavano incrociandoli non potevano fare a meno di guardare quei tre con gli occhi fuori dalle orbite e la bava alla bocca, mentre i ragazzi li guardavano con invidia e qualcuno... beh con la bava alla bocca come le donne...
Akira pensava che effettivamente non facevano per niente brutta figura,anzi...
Kaede aveva scelto un paio di jeans blu con una felpa attillata grigia e blu, col cappuccio e dalla quale spuntava il bordo della maglietta ugualmente blu.
Hanamichi poi, era un vero spettacolo: aveva messo jeans e giacca corta, sempre di jeans, abbinati, color amaranto, sotto la quale si scorgeva una maglietta nera a maniche lunghe. Aveva messo il gel ai capelli che ora gli ricadevano scompostamente sulla testa e sulla fronte incorniciando quel bel visino che si ritrovava.
Possibile che a Kaede non fosse venuto un infarto al solo vederlo?

In realtà Rukawa aveva avuto un 'leggerissimo' mancamento a vedere Sakuragi vestito così, ma certo non ci aveva dato peso e non lo aveva fatto notare.
Mangiarono un panino al volo in un fast-food, perché Sendo aveva promesso che se si fossero sbrigati li avrebbe portati in un bel posticino...

Si ritrovano in una discoteca di quelle super galattiche, con musica assordante, gente che si divertiva come matti e luci basse che non ti permettono di vedere a più di un metro e mezzo dal tuo naso...
Sembrava che Hanamichi e Sendo non risentissero minimamente della giornata che avevano alle spalle e che le tre ore di allenamenti fossero state meno di dieci minuti.
Da quando erano entrati, si erano buttati in pista, lasciando Rukawa ad un tavolino, che avevo conquistato con le unghie, insieme alle giacche.
Si erano fermati solo per non più di un quarto d'ora per bere le bevande prese al bancone del bar (e Sakuragi aveva obbligato anche Sendo a prendere qualcosa di analcolico, poiché erano degli sportivi e perché erano troppo giovani per gli alcolici) e poi si erano rituffati nella mischia.
Kaede era seduto con davanti lo stesso bicchiere di coca, ormai sfumata e diventata caldissima, da più di un'ora, ma la cosa non gli importava. Non riusciva a togliere gli occhi da Sakuragi.
Sembrava che oltre che per giocare a basket fosse nato per ballare. Si muoveva al ritmo ora lento e sensuale, ora frastornante e irrefrenabile che la musica imponeva e sembrava che non avesse fatto altro per tutta la vita.
Sembrava che percepisse le onde che la musica emetteva e non potesse fare altro che seguirle, come aveva fatto con le sue onde telepatiche.
Ogni volta che Sendo gli si avvicinava per dirgli qualcosa, lo doveva fare per forza nell'orecchio, a causa del rumore, e questo gli faceva ribollire il sangue ogni volta, anche se non ne capiva il motivo.
O forse, molto più semplicemente non voleva capirlo, per paura, per inesperienza, per egoismo, non lo sapeva...
Sendo gli si andò a sedere vicino e lo ridestò dai suoi pensieri.
"Ehi!"
"Hn"
"Eh eh eh, guarda Hana, è instancabile!"
"Hn"
"Chissà a che pensa...."
"A niente." Ecco si era tradito, così aveva detto all'amico che percepiva i pensieri di Sakuragi. Si era fregato con le sue stesse mani.
"A niente?? Tu... tu leggi i pensieri di Hanamichi?"
"Certo, sono telepate... come se non lo sapessi!"
"Certo che lo so! Sai cosa intendo! Tu leggi ESATTAMENTE i pensieri di Sakuragi?"
"E allora?"
"Come 'e allora'? Tu sai quello che significa vero?"
"Sì, che i miei poteri telepatici sono aumentati."
"No! Che tu e lui siete legati!"
"Hn" Non voleva pensarci, perché quello scemo glielo aveva ricordato?? in quel momento avrebbe voluto correre, scappare lontano, non sapeva dove, purché fosse stato in un posto in cui LUI non c'era e in cui non avrebbe dovuto fare i conti con i suoi sentimenti.
"Perché non vai a ballare?" gli chiese dopo un attimo Sendo indicando con un gesto del capo il rossino in mezzo alla pista circondato da tutte le altre persone.
Senza dire niente Kaede si alzò e andò verso di lui.
Voleva vedere se quello che la magia gli stava dicendo era la stessa cosa che il suo cuore cercava di nascondere.
Era bello, tremendamente bello in quel momento. I capelli ribelli nonostante il gel, la maglietta con le maniche tirate al gomito che aderiva al torace come una seconda pelle, i pantaloni stretti nei punti giusti che mettevano in risalto le forme delle gambe e del fondoschiena ad ogni movimento.

Hanamichi aveva chiuso gli occhi per un istante, voleva che la musica fluisse dentro di lui, portandolo via di là permettendogli di non pensare ai suoi problemi, al suo amore non corrisposto, alla magia...
E poi, proprio come per magia, una mano gli si posò sulla spalla facendolo voltare e facendolo specchiare in due occhi blu, profondi come l'oceano.
Kaede cominciò a ballare lentamente, poi sempre più velocemente, seguendo il ritmo e i movimenti speculari di Hanamichi. Sembrava quasi si fossero messi d'accordo tanto si muovevano in sincronia!
Occhi negli occhi, mani che si sfioravano, corpi che si cercavano senza incontrarsi, anime che si rincorrevano senza trovarsi.
Improvvisamente Hanamichi cambiò espressione si fermò di colpo e si avvicinò a Kaede per dirgli qualcosa nell'orecchio.

Caldo. Caldo e dolce. Anche se non aveva nessun modo per saperlo, sentiva che il fiato che ora gli stava accarezzando il lobo dell'orecchio e il collo e gli stava provocando brividi in tutto il corpo, era caldo e dolcissimo.
"Smettila di giocare con me! Non capisci,vero? Io ti amo, non è uno scherzo questo! Sarebbe stato meglio se non ti avessi mai conosciuto!"

Hanamichi guardò un ultimo istante quegli occhi che gli facevano perdere il lume della ragione e se ne andò lasciando l'altro immobile in mezzo alla pista, guardarlo che prendeva la giacca e usciva seguito da Sendo che gli aveva lanciato una veloce occhiata.
Kaede si riscosse.
Ma che aveva in mente quell'idiota??
Credeva davvero che lui fosse così cinico?
Credeva davvero che fosse così insensibile?
Ma di chi cazzo si era innamorato? Non certo di lui se pensava realmente che potesse fare quelle cose, non era innamorato di Kaede Rukawa!
Doveva dirglielo!
Corse a recuperare la felpa lasciata al tavolo e si precipitò immediatamente di fuori, dove vide Hanamichi e Akira che si allontanavano.
"Che cazzo ti salta in mente? Non penserai di portemi mollare così vero??" Aveva gridato all'indirizzo del rosso, che ora camminava con la testa bassa e le mani in tasca, quando era giunto a pochi metri da lui. Certo doveva essere impazzito, perché detta così poteva sembrare che Hanamichi lo avesse mollato per Sendo... Non che la cosa gli importasse poi più di tanto, ma...

Hanamichi si voltò a guardarlo, ma non si accorse del viso contratto per la rabbia e il dolore che le parole pronunciate poco prima avevano procurato in Kaede.
<Che cazzo ha da strillare tanto? E' diventato scemo?>
"Che cazzo hai da strillare? Sei diventato scemo??"
<Merda la pozione!!>
"Merda la pozione!"

Rukawa lo guardò capendo che non riusciva a resistere e improvvisamente la sua rabbia svanì. Quegli occhi nocciola lo stavano facendo impazzire!

Sendo era molto più lucido dei due amici e si rese conto che quello non era certo il luogo adatto, soprattutto viste le condizioni di Hanamichi.
"OK, adesso smettetela di litigare, andiamo da te Kaede?"
"Hn."

I tre si incamminarono e nessuno disse una sola parola, solo Hanamichi canticchiava. Kaede si concentrò cercando di leggere nei suoi pensieri, ma vi trovò solo le parole delle canzoni che intonava. Era un modo per non pensare e non dire quello che gli passava per la mente. Ma se questo fosse un bene o un male, beh... doveva ancora capirlo!



Entrarono in casa del moro e mentre lui e Sakuragi si sedettero ognuno su un divano, Sendo prese a camminare su e giù per la stanza, era una cosa che lo aiutava a pensare.
"Allora siamo già arrivati a non trattenere i pensieri?"
"Sì." fu Rukawa a rispondere mentre Hana continuava a cantare a bassa voce.
"Ma è presto!"
"Lo so, ma..."
"Sì, il potere astrale, non è così?"
"Hn."
"Allora te n'eri già accorto!"
"Sì."
"Ehi si può sapere di che parlate??"
"Vedi Hana tu hai un grande potere astrale e per questo la pozione agisce prima e maggiormente su di te..."
"Io ho cosa??"
"Potere astrale.... Significa che sei dotato di una forza particolare che ti permette di imparare a fare le pozioni e anche semplici incantesimi con l'aiuto di oggetti che catalizzano la tua forza trasformandola in magia.... come se usassi una bacchetta magica, anche se è diverso perchè quelle in realtà servono ad altro, ma insomma... il concetto è lo stesso..."
"Non ho capito una mazza ^___^"
"Mi freghi il sorriso?"
"No ti imito!"
"Eh eh eh...Ok... Allora cosa ti devo rispiegare?"
"Io ho poteri magici?"
"No, hai solo un'anima molto pura e sensibile che ti permette di avvicinarti al mondo della magia..."
"Ah! Adesso ho capito!!! Ehi kitsune! Ma allora è per questo che mi hai detto che avrei potuto imparare a fare delle pozioni!"
"Hn." disse il moro alzando, il viso dalle mani su cui era appoggiato e abbozzando un lieve sorriso.
"Ma glielo avevi detto!!"
"No, volevo prima essere sicuro..."
"Sì...ok... Va bene penso che per questi tre giorni che rimangono sia meglio se Hana rimane chiuso in casa, vedendo solo noi due... Anzi, no. E' meglio se ha contatti solo con te"
"COSAAAAAA??" I due ragazzi gridarono in coro, sconcertati dalla proposta di Sendo, anche perché sembrava più una specie di ordine, che un consiglio!
"Su pensateci bene, se Hanamichi andrà a scuola non potrà fare altro che danni e badate bene che non mi preoccupo per il nostro segreto, ma per quello che potresti rivelare riguardo i tuoi sentimenti..." Hanamichi arrossì al sentire quella frase.
"Ci penso io a lui, come ho fatto oggi!" disse fermamente Kaede.
"Kae-kun...- sguardo omicida sia da parte di Hana che da parte di Kaede -... ehm... non siete in classe insieme, no? E poi in ogni caso, non potete correre l'uno dall'altro ogni volta che Hanamichi sta per parlare!" Certo non si poteva negare che Sendo avesse ragione...
"E poi... -riprese dopo un attimo di pausa per vedere sul volto dei due ragazzi gli effetti del suo discorso-... è meglio se ve la vedete voi due da soli, magari se parlassi anche con me Hana potresti rivelarmi cose che vuoi tenere per te... Con Kaede invece....beh siete così carini insieme!! ^___^ "
"AKIRAAAAA!!!" urlo disumano da parte di entrambi i ragazzi che imbarazzatissimi guardavano il porcospino come se avesse appena detto la più grande eresia di questo mondo.
"^_____^" Unica risposta fu un magnifico sorriso, uno di quelli alla Sendo insomma, che ti disarmano, ti fanno calare la guardia e passare la rabbia tanto sono belli e luminosi.
Hanamichi e Kaede abbassarono il capo rassegnati, con quello non c'era proprio niente da fare, era una causa persa in partenza!!
"Bene ragazzi io me ne vado, è tardi e domani mi devo alzare presto... Kaede siediti, conosco la strada! Ciao ragazzi ci sentiamo e... DIVERTITEVI!! ^__^" E detto questo Sendo fu costretto a recuperare la giacca di corsa e a volare fuori dal salotto e dalla casa, perché una pioggia di cuscini, punizione per la battuta appena fatta, si abbatté su di lui come una tempesta.
Chiuse la porta e vi si appoggiò con la schiena. Aveva fatto un buon lavoro, certo il suo piano originale era diverso, ma anche così... C'era solo da sperare che ora Kaede non fosse troppo orgoglioso per dichiararsi... In fondo gli era rimasto davvero poco tempo...
Si mise la giacca e cominciò a camminare verso casa, era felice, aveva fatto qualcosa di bello... e se Kaede non gli avesse ricambiato il favore... sarebbero stati guai grossi per lui! ^__^



Hanamichi si alzò dal divano su cui era. Aveva ripreso a cantare. Non voleva parlare con Kaede, non aveva né il coraggio né la forza per farlo.
"Vai a dormire, sono le 2 e mezza e domani hai scuola. Io vado a letto, buonanotte... So open up your mind, and close your eyes..."
"...I'll be there for you no matter where you are..."
Kaede lo aveva afferrato per un braccio, mentre passava accanto al divano su cui era seduto e... aveva cantato?? Conosceva anche lui quella canzone? Ma sapeva quello che quelle parole significavano??
"Sai cosa significa quello che hai detto?"
"Io sarò lì, non importa dove tu sia..."
"Che bravo che sei!" disse sbeffeggiando il moro e cercando di sottrarre il suo braccio dalla morsa d'acciaio che la mano dell'altro era diventata.
Kaede si alzò in piedi costringendo Hanamichi a voltarsi verso di lui.
"Perché hai detto quelle cose?"
"Perché è la verità."
"La verità? -sorrise- E tu cosa ne sai della verità?"
"Se non mi sbaglio sono io ad aver preso una pozione che mi costringe a dire tutto quello che penso, giusto? Non credi che ne capisca qualcosa di 'verità'?"
"No, tu non ne capisci un cazzo!"
"Da quando ti infervori così volpe?"
"Da quando mi sono accorto che non è me che ami!"
"E tu che ne sai? Non credere che perché mi hai letto il pensiero una volta allora..."
"Io non sono così! Io non gioco con i sentimenti delle persone... e men che meno con i tuoi..."
Abbassò lo sguardo e prese a guardare il pavimento. Lasciò la presa sul braccio del rossino e fece scivolare la mano fino ad incontrare quella di Hanamichi per prenderla nella sua.
Hanamichi era rimasto senza fiato. Quelle parole, quei gesti... Ma non poteva essere vero! Sentiva il respiro farsi più veloce, come il battito del suo cuore.
Era teso, emozionato, spaventato, felice, triste... troppe cose insieme per essere dette tutte quante.
"Che significa?"

"Io... non lo so... Cioè, lo so, ma.... ci sono dei problemi... Hanamichi, io..." alzò gli occhi fino ad incontrare quelli del rossino e stavolta fu il suo turno di perdersi negli occhi nocciola del ragazzo.
"Che problemi?"
"Non mi va di parlarne adesso...." Kaede si fece più vicino, Hanamichi intrecciò le dita dell'altra mano con quelle del volpino e continuarono a guardarsi senza dire una sola parola per non rovinare quell'attimo... magico...

"Ti amo" Hanamichi si fece sempre più vicino fino che tra i loro volti non ci fu che qualche millimetro. Poteva sentire il respiro di Kaede farsi più veloce, proprio come il suo, le labbra leggermente dischiuse, come un invito.
"Ti amo anche io..." Kaede arrossì. Non credeva che fosse una cosa possibile, ma avvenne e per Hanamichi fu la definitiva sconfitta. La poca razionalità che ancora c'era in lui se ne andò a farsi benedire e non certo per colpa della pozione...
E come aveva già fatto, lo baciò.
Un bacio a fior di labbra ma che a differenza del primo era solo il preludio di qualcosa di molto più profondo e passionale.
Assaporò quelle labbra tra le sue, assaggiando la loro dolcezza, sentendo il loro profumo. Anche se aveva gli occhi chiusi poteva vedere ogni parte del viso del suo ragazzo. Lo aveva osservato per così tanto tempo di nascosto che adesso ne conosceva ogni millimetro, ogni più piccolo segreto di quella pelle diafana.

Lasciò le mani del SUO Hanamichi per cingergli il collo, ora aveva bisogno di sentire altro. Si era chiesto quanto fossero morbide quelle labbra, le aveva già sperimentate, anche se per un solo istante certo, ma adesso... adesso c'era molto di più.
Sembravano più morbide, più tenere, più calde, quasi fossero di fuoco. Senza rendersene conto aprì maggiormente le sue di labbra per approfondire il contatto e Hanamichi non si fece ripetere l'invito.
Aveva sognato per davvero quel bacio? Da quanto era innamorato di quel do'aho? Da sempre, forse, anche se non lo aveva mai ammesso, se non aveva mai avuto il coraggio di scoprirlo.

Una bocca che cercava la sua, una lingua che rincorreva e scappava dalla sua e poi provava a duellare e vincere senza riuscire ad avere il sopravvento e che poi ricominciava senza sosta a esplorare, cercare, stuzzicare, ogni angolo, ogni parte, anche la più nascosta.
Una mano gli cominciò ad accarezzare il collo mentre un'altra gli accarezzava i capelli e le sue per non essere da meno cominciarono a vagare per la schiena del moretto, fino ad insinuarsi sotto la sua maglietta.

Il tocco di quelle mani sulla pelle, un brivido lungo la schiena. Aveva caldo, un caldo insopportabile e sentiva che la sua eccitazione cominciava a fargli male, stretta nella stoffa dei vestiti.
Ma davvero stava provando quello che stava provando? Per davvero era eccitato solo perché Sakuragi gli stava accarezzando la schiena? Sakuragi!! E allora?
Era innamorato di lui, della sua solarità, della sua allegria, della sua tenerezza, della sua dolcezza, di tutto... di lui.
Si staccarono per riprendere fiato e non dissero una sola parola, si guardarono e basta. Senza distogliere lo sguardo Kaede mise le mani sul petto di Hanamichi, facendole scendere e mettendole sotto la maglietta e cominciò a toglierla mentre da sotto torturava uno dei capezzoli già turgidi.

Hanamichi non poté trattenere un mugolio mentre riservava la stessa piacevole sorte a Kaede che non poté trattenersi dal sospirare. Si stesero sul divano continuando a baciarsi e accarezzarsi. Hanamichi mise una mano sotto la nuca di Kaede per farlo stare più comodo, ma il moretto sembrò non apprezzare, costringendolo a spostarla sul suo petto, insieme all'altra.
Hanamichi scese sempre di più fino ad arrivare al bottone dei jeans. Sentì Kaede irrigidirsi sotto di lui ed ebbe paura di essere andato troppo oltre.
"Non vuoi?" gli occhi in quelli del volpino che sembravano urlare dal desiderio.
"Non qui, andiamo su..."
"Sì..." Hanamichi sorrise, il divano non era certo il posto più adatto per la loro prima volta!



Si svegliò all'improvviso, nel suo letto, solo un lenzuolo a coprirlo.
Per fortuna era stato solo un sogno, Hanamichi non voleva più stare con lui, non voleva nemmeno più vederlo per colpa dei suoi poteri e lui aveva pianto e urlato, chiedendo di diventare una persona come tutte le altre.
Si girò nell'abbraccio del suo koibito che lo teneva stretto tra le sue braccia forti e muscolose. Si mosse piano cercando di non svegliarlo e per tirarsi su quel tanto che gli permettesse di poterlo guardare mentre dormiva.
Era bello il suo Hanamichi, aveva il volto rilassato e un sorriso beato dipinto in volto, la pelle abbronzata si poteva scorgere anche al buio e in ogni caso lui l'avrebbe potuta riconoscere.
Lo aveva guardato tante volte e desiderato così tanto da non avere più forza per farlo... cioè quasi...
In realtà non aveva mai dato peso agli sguardi che voleva lanciargli quando nessuno lo vedeva, o alle scariche elettriche che gli attraversavano la schiena quando facevano a pugni. Aveva sempre spiegato tutto come una possibile reazione che i suoi poteri in contatto con la forza astrale del rossino creava. Stupido! Semplicemente non voleva ammettere di amarlo. Forse aveva anche paura della reazione che Hanamichi avrebbe potuto avere scoprendo cosa era in realtà. Un futuro stregone e anche abbastanza potente... E invece... e invece anche lui lo amava e adesso erano felici insieme, dopo aver fatto l'amore per la prima volta insieme, la prima volta in assoluto...



ALTROVE, POCHE ORE PRIMA
"Sono stata chiara?"
"Sì signora, ma..."
"Niente ma, la decisione non è mia lo sai, ma del consiglio..."
"Ma lui legge i suoi pensieri!"
"Non è molto importante. Con le sue doti telepatiche può farlo quasi con tutti, deve solo affinare i suoi poteri e concentrarsi come non ha mai fatto... Se solo quel ragazzo fosse quello giusto..."
"Ma cosa ne sappiamo! Magari deve ancora succedere!"
"Se succederà allora agiremo di conseguenza, ma il consiglio non crede che..."
"Il consiglio è formato da un gruppo di vecchi bigotti! Non vogliono che la loro relazione continui solo perché sono due ragazzi!!!"
"Calmati, forse hai ragione, ma se hai ragione e se davvero il loro amore è sincero allora le cose si sistemeranno. Dopo che gli avrai dato la pozione, spiega a Kaede che non dovrà mai più avere rapporti intimi con quel ragazzo e mi riferisco anche alla semplice amicizia. Con il suo potere astrale potrebbe facilmente recuperare i ricordi."
"Ma anche il fatto che abbia un potere astrale così forte e che fatalità si sia innamorato proprio di Kaede che ha dei poteri fuori dal comune non vuol dire niente?"
"Per il consiglio è solo una cotta passeggera...."
"MA COME SI PERMETTONO DI DIRE UNA COSA DEL GENERE??" il ragazzo aveva preso a urlare con tutto il fiato che aveva in corpo. Non poteva sopportare le ingiustizie, specie se riguardavano delle persone a cui teneva.
"Vuoi calmarti??!!? Urlare non ti servirà a cambiare la situazione! Ora va da loro e cerca di scoprire più cose possibili, hai tempo fino allo scadere dell'effetto della pozione della verità."
"Bene prof... Spero solo che dopo Kaede sia in grado di perdonarmi." la tristezza che traspariva dalla voce, non si addiceva a quel ragazzo di solito così allegro e sorridente.
"Non preoccuparti Akira, andrà tutto bene, vedrai" La professoressa Veda sorrise mestamente al suo pupillo e lo congedò dal suo ufficio.
Ora doveva andare da Kaede e Hanamichi e cercare di farli mettere insieme, solo allora avrebbe potuto capire come stavano realmente le cose.


La sveglia prese a suonare all'impazzata provocando il brusco risveglio dei due ragazzi che dormivano beatamente abbracciati... anzi il brusco risveglio fu solo per il rossino che tra imprecazioni e mugolii di dissenso era riuscito a raggiungere l'odiato arnese e spegnerlo, il tutto mentre Rukawa continuava beatamente a dormire emettendo qualche leggera protesta se Hanamichi si spostava anche solo di un millimetro.
"Kae... Dai ti devi alzare... non vorrai restare a casa, vero? Anche se effettivamente non mi dispiacerebbe... Su Kacchan..." e dicendo così il rossino si abbassò fino a sfiorare il viso del compagno con il suo mentre le sue mani scendevano lungo la schiena e i fianchi.

"Mmmm... non perdono chi disturba il mio sonno!" disse il moro con la voce impastata dal sonno e gli occhi ancora chiusi mentre si avvicinava ancora di più a colui che lo stava svegliando, ma invece di far partire il solito pugno, con gli occhi ancora chiusi si mosse fino a incontrare le labbra del rossino per baciarle.
Il bacio fu lungo, appassionato e dolce, forte e tenero, solo come chi ama veramente è in grado di farlo diventare.
Si staccarono per prendere fiato e solo allora i begli occhi blu della kitsune videro la luce del giorno.
"Ma non hai detto che non perdoni chi disturba il tuo sonno?"
"Infatti quella era la punizione e se ci riprovi di nuovo... vedrai che ti combino..." disse sorridendo maliziosamente.
"Oh-oh... il volpino artico che brucia come il sole a mezzogiorno... devo preoccuparmi? Forse hai la febbre..." Hanamichi sogghignava e aveva messo una mano sulla fronte del suo amore per scherzare.
"Sì, sì... tu scherza... Non sai di cosa è capace un volpino artico!" E con uno scatto di reni invertì le posizioni andando a mettersi sopra il corpo del suo amante che già fremeva di desiderio ed era come lui, di nuovo eccitato.
"Ok adesso basta, ho voglia di farlo di nuovo ma devi andare a scuola o farai tardi" dopo l'ennesimo bacio Hanamichi fece uno sforzo disumano per tirarsi a sedere e allontanare Kaede, ma non poté evitarsi di arrossire mentre pronuciava quelle parole, certo era quello che voleva, ma... se solo quella dannata pozione non fosse stata così efficace! Non voleva passare per un maniaco!!
"Non voglio passare per un manico! Ma no!! GRRR!!"
Kaede scoppiò a ridere. Una vera, sonora e dolcissima risata.
"Perché non ridi più spesso?" gli chiese mentre anche lui si metteva a sedere e gli si accoccolava accanto posando la testa nell'incavo del suo collo.
"Perché non mi piace far vedere agli altri come sono... Ma con te è diverso..."
"Sono contento.... Ti amo, sai?"
"Sì, lo so -tirandosi su per guardare negli occhi il suo koibito- Anche io ti amo Hana-chan."
Immancabile seguì un bacio che Hanamichi di malavoglia interruppe per 'buttare' Kaede giù dal letto. Per tutta risposta il moretto gli negò la possibilità di fare la doccia insieme (che Hanamichi spinto dall'effetto della pozione aveva proposto perché non era riuscito a trattenere i pensieri), costringendo uno sconsolato rossino a fare la doccia nell'altro bagno e ad andare in cucina a preparare la colazione mentre Kaede preparava la cartella.

Mentre mangiavano suonò il campanello.
" Buongiorno ^__^"
Kaede si ritrovò davanti l'amico/rivale col suo solito sorriso a trentadue denti, anche se in lui c'era qualcosa che non andava.
"Hn."
"Ciao Hana-kun!!!"
"Ciao Akira ^___^"
"Ooohhh... ma come siamo di buon umore stamattina... Avete fatto baldoria tutta la notte, eh? ^______^"
"Già ^__^... Noooo non... AHIAAAAAAAA!!" Hanamichi si prese le tempie, aveva mentito una sola volta da quando aveva preso la pozione, ma allora non sapeva a cosa fosse dovuta quella fitta...
"Hana.... stai bene?" Kaede era accorso al suo fianco e ora era inginocchiato vicino al suo ragazzo che si stava lasciando andare sulla sedia su cui era seduto.
"Adesso è passato, ma mi fa male."
"Non devi mentire Hana ^___^"
Kaede alzò lo sguardo furente verso il nuovo arrivato.
"Smettila di fare domande dal cazzo! Non avevi detto che non saresti passato?"
"Sì, ma ti devo parlare di una cosa di scuola..."
Kaede guardò Sendo negli occhi. Mentiva, mentiva spudoratamente. Lo percepiva distintamente, come capiva che nei suoi pensieri c'erano lui e Hanamichi e una pozione. Doveva studiare e esercitarsi parecchio se voleva diventare un buon telepate.
"Ok, andiamo di là... Hana sta buono e non cercare di dire altre bugie, ok?"
"Sì, ma... io voglio sentire!!" Hanamichi sembrava davvero un ragazzino con quel tono, ma Kaede lo bloccò con un solo sguardo.



"Dimmi."
Erano in camera di Kaede, se fossero rimasti in salotto Hanamichi sarebbe stato capace di mettersi dietro la porta della cucina a origliare!!!
"Il consiglio ha deciso che Hanamchi deve dimenticare tutto."
"Tutto? Che significa tutto??" Kaede sembrava freddo e impassibile come al solito, ma dentro era sconvolto.
"Tutto quello che è successo da quando ha preso la pozione, o meglio tutto quello che riguarda te e la magia... e me ovviamente"
"Non può dimenticarsi di me!"
"Non di te come suo compagno di squadra e come rivale, ma di te come fidanzato... e del suo amore per te."
"COSA??" Rukawa non credeva alle sue orecchie. Il consiglio non poteva aver davvero preso una decisione del genere!!
"Calma Kae-kun, mi ha chiamato la prof. Veda per dirmi di far prendere ad Hana una pozione..."
"Dammela!"
"Non ce l'ho qui, ho tempo fino a dopodomani... A che ora ha mangiato il lecca lecca?"
"Avevamo appena finito gli allenamenti, saranno state le 19, le 19:30 al massimo."
"Ok allora entro dopodomani alle 19 devo dargliela."
"Akira tu non puoi!!" adesso c'era paura nella sua voce.
"Vedrai che se ti ama per davvero, si innamorerà di nuovo...."
"Smettila di dire cazzate! Tu sei bravo con le pozioni, quindi sai che sicuramente sarà stata fatta in modo che oltre a bloccargli la memoria gli blocchi anche i sentimenti...."
"No, Kaede non credo..."
"Ti ho detto di smetterla!! Stai pensando che non avrò più speranze, non è così? Riesco a usarla questa cazzo di telepatia adesso!"
"Ok, hai ragione, ma..."
"Quando?" era di nuovo freddo e impassibile come sempre.
"Te l'ho detto, dopodomani alle 19."
"Ok... posso stare con lui fino ad allora?"
"Certo."
"Bene. Non farti vedere prima di allora, né tu, né nessun altro."

"Che hai intenzione di fare?" Sendo era preoccupato, preoccupato come non lo era mai stato in vita sua. Temeva che Kaede potesse fare una qualche sciocchezze e lui non se lo sarebbe mai perdonato.
"Sta tranquillo Aki, voglio solo passare tutto il tempo che ho ancora a disposizione con lui, niente di più" c'era una dolcezza nella sua voce che non aveva mai sentito e sapeva che quando tutto fosse finito, quella dolcezza sarebbe sparita per sempre.
"Kae-kun... Vedrai che se verrà avvicinato per il suo potere astrale..."
"Comunque non mi amerà mai più." Alzò il viso che fino ad allora aveva tenuto basso e Sendo, con sommo dolore, poté vedere gli occhi blu dell'amico che si riempivano di lacrime.
"Kaede..."
"Vai giù, digli che sono in bagno e scendo subito."
"Ok... Perché mi hai chiamato Aki?"
"Perché sei mio amico"
Sendo sorrise e uscì dalla stanza chiudendo dentro Rukawa con il suo dolore.



"Allora Hana, che facciamo oggi?"
Rukawa era comparso in cucina con un sorriso radioso che aveva sorpreso sia Sendo che Sakuragi.
"Io sto a casa, tu vai a scuola."
"No, amore, io e te ne ce ne andiamo da qualche parte... e non solo oggi, ma anche domani e dopodomani...." e così dicendo si era avvicinato al suo ragazzo e lo aveva abbracciato da dietro.

Hanamichi era senza parole... e senza pensieri... un atteggiamento così dal suo koibito non se lo sarebbe mai aspettato, specie di fronte ad altre persone!
"Che ti è successo?"
"Niente è solo che quando... ricomincerò la scuola di magia non avremo molto tempo per stare assieme e allora...."
"E che vi siete detti?"
"Nulla, solo ho cercato di convincere il tuo ragazzo a passarmi tutti i compiti!" era stato Sendo a parlare, conosceva le intenzioni dell'amico e voleva tenergli il gioco.
"Voi due non me la raccontate giusta..."
"Hana-chan non ti fidi di me?" Kaede aveva un'aria seria e una voce quasi greve. Hanamichi si girò nell'abbraccio per guardare negli occhi il suo amore.
"Certo che mi fido di te Kacchan..." e i due si persero in un bacio mozzafiato, lasciando il povero Sendo imbarazzatissimo a guardarli.
"Ehm... ragazzi...."
I due si girarono e lo guardarono imbarazzatissimi. I tre si congedarono e Akira scambiò un'occhiata d'intesa con Kaede, che fortunatamente il rossino non notò.



Quel giorno fecero un one-to-one che Kaede vinse con 'soli' dieci punti di scarto, fecero l'amore sotto la doccia e guardarono la tv per tutto il pomeriggio. La sera uscirono a fare una passeggiata.
E così continuarono per due interi giorni, divertendosi, giocando, scherzando, facendo l'amore, e facendo tantissime foto in tutti i posti più romantici e non solo. Kaede fece un intero servizio fotografico ad Hana in tutte le pose possibili e immaginabili, era come se avesse solo quei giorni per farlo. Sakuragi continuava a chiederglielo.
"Che hai?"... "Cosa c'è che non va?"... "Abbiamo tante occasioni, che motivo hai di fare tutte queste foto?"
E ogni volta Kaede non faceva altro che guardarlo e sorridere. C'era qualcosa nel suo sorriso, come... tristezza, mista a felicità... Era difficile da spiegare.
Hanamichi aveva provato a iniziare il discorso, ma come unica risposta aveva avuto un bacio e "Facciamo l'amore..." a cui ovviamente non aveva saputo resistere.
Erano passate solo 60 ore, ma sembrava che fossero insieme da una vita e che avessero tutta l'eternità da dividere.



POMERIGGIO, QUATTRO ORE PRIMA CHE L'EFFETTO DELLA POZIONE SCOMPAIA.
Erano le 15 e Kaede era sparito. Hanamichi era in salotto da circa mezz'ora. Rukawa lo aveva obbligato ad aspettarlo lì. Hanamichi non vedeva l'ora che arrivassero le 19. A quell'ora la pozione avrebbe esaurito il suo effetto, così lui avrebbe potuto smettere di dire ogni cosa che gli passava per la testa!
C'era mancato poco che non dicesse ad una ragazza che aveva fatto un commento su Kaede che era il suo ragazzo e che doveva lasciarlo stare, che andasse a casa della Akagi e le urlasse in faccia che lui poteva avere Kaede e lei no, che se ne andasse in giro, mentre tornavano a casa, dicendo che era felice perché erano insieme e andavano a fare sesso. Insomma una tragedia dietro l'altra che Kaede aveva evitato anche ricorrendo ai suoi poteri.
"Hana, vieni in camera!!"
Hanamichi si alzò dal divano sul quale era seduto e smise di elencare i disastri che stava per combinare per cominciare a gridare che voleva sapere che cavolo stesse succedendo.
Aprì la porta della camera e fu sommerso da una miriade di sensazioni e emozioni che Kaede riusciva a percepire una per una.
La camera era nel buio più completo, se si escludevano le mille candele sparse in tutti gli angoli che emanavano ognuna un profumo differente. Nel letto c'erano delle stupende lenzuola di seta blu e Rukawa era seduto a terra a gambe incrociate invitando il rossino a sedersi con lui.

"Hana ascoltami...."
"Kacchan, ma che....."
"Aspetta dopo potrai parlare, ora cerca di sgombrare la mente da ogni domanda e da ogni pensiero e ascoltami."
Hanamichi fece come il volpino gli aveva chiesto. Chiuse gli occhi, respirò a fondo e cercò di concentrarsi solo sulle parole che uscivano dalla bocca del moro.
"Adesso non capirai e per favore non chiedermi di spiegarti, solo voglio che tu sappia."
"Cosa?"
"Io, Kaede Rukawa, ti amo Hanamichi Sakuragi; ti amo come non ho mai amato in vita mia e come mai più amerò per il resto dei miei giorni..."
"Kacchan...."
"Fammi finire."
"Sì, scusa"
"Tu un giorno mi dimenticherai ma io non lo farò mai. Tu sarai sempre nei miei pensieri e se anche dovessi smettere di amarmi io non lo farò finché avrò vita. Avrai altre storie e forse anche io ne avrò, ma sappi che quello che provo ora non lo sentirò mai più. Mi sei entrato dentro senza che me ne accorgessi e ora credo che ci vorrà molto, moltissimo tempo perché tu ne esca e comunque non credo che ciò accadrà mai del tutto. "
Appena cominciato a parlare gli aveva preso le mani, ora continuava a stringerle e lo guardava negli occhi.
"Nei tuoi occhi c'è dolore Kacchan... Io non lo sopporto."
"Guarda bene i miei occhi allora, guardali come se dovessi imprimerteli nella memoria, guarda con attenzione... Cosa vedi?"
"Dolore, tristezza, amarezza, ansia... felicità, ardore, passione, desiderio, amore... Lacrime che non vogliono uscire."
"Bene. Allora pensa a tutto questo e fa l'amore con me come se fosse l'ultima volta, come se non avessimo un domani e potessimo vivere solo di questi attimi... Io vivrò solo di questo."
"Kacchan mi spaventi, che succede?"
"Nulla amore mio, solo... ti amo e voglio che tu lo capisca e non lo dimentichi mai. Magari la testa mi cancellerà un giorno o l'altro, ma voglio che il tuo cuore non lo faccia, voglio che ci sia un posto che non potrai mai dare ad altri, un posto che non apparterrà mai a nessun'altro."

"Ti amo Kaede Rukawa, ti amo tanto!!"
Hanamichi sorrise e prese il volpino tra le braccia baciandolo con passione.
Non sapeva perchè il suo ragazzo avesse fatto quel discorso, sapeva solo che voleva fare l'amore e sentirsi parte di lui, voleva sentirlo gridare il suo nome mentre veniva, sentire il suo calore avvolgerlo e il suo profumo inebriarlo, come aveva sempre sognato e come ormai era la realtà.



Kaede guardava dormire il suo Hanamichi... suo per altri... 20 minuti....
Venti minuti e poi tutto sarebbe finito per sempre. Tutto... era successo per caso, per caso si erano conosciuti, per caso si erano innamorati e per caso il destino voleva separarli. Che problema c'era allora? Aveva deciso tutto il destino, no?
Fece un sorriso amaro che si bagnò con le lacrime che continuavano a solcargli il volto da quando Hanamichi si era addormentato. Non avrebbe voluto lasciarglielo fare, ma che poteva dirgli? Voglio passare con te tutto il tempo che ci resta prima che tu mi dimentichi?
Sembrava un filmetto romantico e struggente di quelli in cui la povera protagonista si distrugge dal dolore perché non può stare con l'uomo che ama per qualche impedimento idiota. Ma poi tutto si risolve per il meglio e i due vivono felici e contenti.
The end.
Fine.
Era la fine anche per loro, ma non sarebbe stato certo un happy-end.
Primo: non erano una coppia 'canonica', erano gay... erano innamorati... gay. E per questo il consiglio aveva deciso che non potevano stare insieme, nonostante Hanamichi fosse dotato di uno straordinario potere astrale, nonostante la sua telepatia fosse diventata più forte da quando tutto era cominciato, nonostante si amassero.
E che scusa avevano? Beh, Kaede aveva rivelato di essere uno stregone. Ma allora perché non sarebbero stati bloccati anche i sentimenti verso Sendo? Semplice: loro due non si amavano.
Secondo: quello che impediva la loro unione non era qualcosa di così banale o stupido come nei film.
Era la magia, potente, immutabile, inarrestabile magia.
Epilogo: la loro storia sarebbe finita lì.
Si asciugò il volto e cercò di sorridere con serenità, ora doveva svegliarlo.

Sentì due braccia cingerlo più forte e due labbra sfiorargli dolcemente i capelli, la fronte, gli occhi, gli zigomi, scendere sulle guance e il mento e risalire lentamente verso le labbra fino a sfiorarle.
Era nel dormiveglia già da un po’, ma era troppo stanco anche solo per muoversi.
"Mmmmmm.... Kacchan voglio dormire...."
"Tra un quarto d'ora arriva Akira...."
Hanamichi balzò in piedi. Voleva evitare di fare la stessa figuraccia fatta due giorni prima e certo farsi trovare nel letto, nudo e abbracciato al suo Kacchan non era il miglior modo per farlo...
"Mi sa che hai ragione..." disse Rukawa sogghignando. Hanamichi non pensava, parlava, ma anche se non lo avesse fatto lui avrebbe potuto leggergli fin dentro l'anima e non solo grazie al suo dono telepatico...



Erano in salotto comodamente seduti sul divano. Avevano fatto una doccia rapidissima per esaudire i desideri di Hana che voleva cercare di essere naturale e ora se ne stavano lì seduti come se niente fosse, abbracciati a coccolarsi.
"Kacchan... Ho uno strano presentimento..."

<Possibile che riesca a capire che sta per succedere qualcosa? Allora è davvero potente come pensavo!>
"Perché?"
"Non lo so è solo che..." gli fece sollevare il viso per guardarlo negli occhi. "Sai quello che mi hai detto prima? Beh io non ti dimenticherò mai, qualsiasi cosa accada io ti amerò sempre. Anche se qualcuno cercasse di farmi dimenticare di te non ci riuscirebbe perché il mio cuore ti appartiene. Dal cuore viene la verità, no? Beh lo hai detto tu e io ci credo, quindi ricorda questo: se anche il mondo finisse, se anche il cielo crollasse e la terra sprofondasse giù fino all'inferno, niente potrà mai cancellare la verità dal mio cuore e questa verità è che ti amo."
Kaede aveva seguito tutto quel discorso, gustando ogni singola parola, ogni sillaba, come se fosse un nettare prezioso che avrebbe salvato la sua anima dalla dannazione eterna di una vita senza amore.
Sorrise dolcemente e baciò a fior di labbra il suo koibito. Ora sapeva che niente e nessuno avrebbe cancellato il loro amore e che un giorno, magari anche se solo in paradiso, sarebbero stati felici insieme. E lui avrebbe vissuto solo attendendo quel momento.
"Ti amo Hana-chan..."



DLIN DLON.
La fine era giunta.
Una fine che aveva il sorriso triste di Sendo che portava con sé una piccola ampolla e... e il volto tirato della professoressa Veda.
Kaede rimase di stucco vedendo la donna che era ferma sulla soglia insieme ad Akira.
"Ciao Rukawa, sono qui..."
"...Per controllare che vada tutto bene... Si legge chiaramente. Perché non ha schermato i pensieri?"
"Volevo vedere se sei diventato bravo come diceva Sendo. E' incredibile che fino ad una settimana fa nemmeno considerassi il tuo potere e il potenziale che hai..."
"Bhe prof... in questa settimana sono successe tante cose... Ma perché rimanete lì? Entrate..."

"Kacchan ma che fai col porcospino?" Hanamichi si era affacciato dalla porta del salotto per scoprire perché il suo ragazzo ci mettesse tanto, ma si era bloccato vedendo la donna.
"Chi è lei... O scusate... io... Kaede... aiuto..."
"Tranquillo Hana... Puoi parlare. Lei è la professoressa Kei Veda, la nostra insegnante di pozioni..."
"Ah.... lei è una maga allora!"
"No, una strega, ma non c'è molta differenza..." disse sorridendo.
"Come mai è qui? Scusi io..."
"Sì è per la pozione lo so... Sono qui per controllare un compito che ho assegnato a Rukawa e Sendo..."
"Ah... Non sono molto convinto..."
"Impressionante il potere astrale che hai..."
"E si è affinato da quando è vicino a Kaede, prima non era così forte...." era stato Sendo a parlare, sperando che un aumento del potere astrale fosse una buona scusa per rimandare la decisione, almeno avrebbero avuto il tempo di trovare una soluzione.
La professoressa lo guardò storcendo il naso, mentre Kaede, che aveva percepito i suoi pensieri aveva scosso la testa.
"Andiamo di là? Kacchan offri qualcosa...." Hanamichi non terminò la frase perché era troppo imbarazzato di chiamare Kaede in quel modo davanti ad estranei.
L'effetto della pozione stava finendo e tutti i presenti se ne erano accorti.
"Sì andiamo... Hana vieni, mi aiuti a preparare il tea??"
"Ma Akira..." Sendo stava trascinando Hanamichi in cucina mentre Kaede e la donna si andavano a sedere in salotto.

"Mi dispiace davvero Kaede..."
"Sì certo..."

"Hana... mi prometti una cosa?"
"Anche tu?"
"Che vuoi dire?"
"Anche Kaede ha fatto discorsi strani e mi ha fatto promettere di non dimenticarlo... Ah, forse non avrei dovuto dirlo..."
<Kae-kun mi dispiace così tanto... Se solo lui fosse... Io sento che è lui, ma possibile che tu non te ne sia accorto e che non sia mai successo che...>
"... Kira... Akiiiiiiira... sei tra noi?"
"Eh? Ah, sì scusa! -sorriso- Ti stavo dicendo... Promettimi che cercherai di trattare sempre bene Kaede anche se... anche se tra voi dovesse finire..."
"Tra noi non finirà mai!! Almeno spero!! Ah ah ah!" E rise. Rise di gusto convinto di quello che diceva, anche se una strana sensazione alla bocca dello stomaco cercava di metterlo in guardia. In guardia... ma da cosa poi?

"Ascolta se fosse possibile fare qualcosa, la farei, ma... Il consiglio della nostra scuola è stato irremovibile... E' la giusta punizione per aver rivelato senza precauzioni e senza aver...."
"Sì certo... come se il consiglio non sapesse del suo potere astrale. Adesso i suoi pensieri sono schermati, ma posso comunque avvertire qu..."
Il ragazzo si bloccò di colpo, chiuse gli occhi e respirò lentamente. Riaprì gli occhi dopo un istante.
"Che ti è successo?" chiese la donna leggermente preoccupata.
"Hanamichi ha la sensazione che qualcosa non vada per il verso giusto..."
"Mi complimento con te, sei davvero migliorato... Hai imparato in una sola settimana quello che ti sei rifiutato di imparare da quando sei a scuola."
"Le ho già detto che molte cose sono cambiate." Sorrise. Un sorriso sincero, senza amarezza nè tristezza, solo serenità.
La strega si stupì di quella reazione, uno dei suoi due pupilli sarebbe diventato uno stregone di grandissimo talento, ne era certa.

Sendo era seduto, mentre Hanamichi era indaffarato a versare il tea nelle tazze.
"Hana..." Il ragazzo bloccò l'amico che con il vassoio in mano stava per dirigersi in salotto.
"Sì?"
"Siediti un attimo devo farti assaggiare una cosa..."
Il rosso obbedì. Era ancora l'effetto della pozione lo sentiva e quindi la curiosità per la situazione aveva il sopravvento sulla voglia di stare con Rukawa.
Posò il vassoio di lato e fissò il suo sguardo in quello penetrante di Akira.
"Assaggia, è una miscela di tea di mia invenzione..."
"Da quando inventi miscele di tea?"
"Mi serve per fare pratica con le pozioni..." in fondo era la verità e anche quella pozione, era stata fatta con infuso di tea mescolato ad altri ingredienti di cui la professoressa non aveva voluto far menzione.
"Non mi vorrai rifilare un'altra pozione vero porcospino??"
"Eh eh eh... ma che dici? Dai bevi che se è buona la prepariamo e la portiamo di là..."
"OK... forse sarebbe meglio se non lo bevessi, ma..."
Hanamichi guardò con interesse e curiosità l'ampolla. Sembrava una semplice miscela di tea, ancora caldo per giunta... Forse Sendo aveva usato la magia per riscaldarlo...

"Akira gli ha dato la pozione e lui sta fissando il bicchiere... Qualcosa gli dice di non berlo, ma non capisce cosa e non sa se fare come gli dicono le sue sensazioni."
"Da quando capisci tutte queste cose?" la donna gli rivolse uno sguardo carico di domande.
"Da quando... beh.... insomma..."
"Kaede smettila! Da quando?"
Kaede rimase di stucco nel vedere quella donna di solito calma (infatti anche quando si arrabbiava in classe la sfuriata non durava più di cinque minuti, ma quella volta sembrava diverso). Un leggero rossore gli colorì le guance di solito pallide, ma lei sembrò non notarlo.
"Beh da quando ho... capito di amarlo, anche se ancora non lo avevo ammesso a me stesso... A dire il vero era già successo..."
"Successo cosa?"
"Che leggessi il suo pensiero... Una volta, durante una partita l'ho sentito pronunciare una frase per farsi passare la palla, nonostante io fossi sospeso a mezz'aria e lui fosse a terra... La mano destra è un ausilio per la sinistra. Ho passato e abbiamo vinto. E' stato in quel momento che il mio cuore si è accorto di amarlo dal primo momento in cui lo ha visto... Solo che mi sono sempre rifiutato di ammetterlo..."
"Kaede ascolta... è molto importante..." la donna era balzata in piedi e ora si era avvicinata al ragazzo sedendosi al suo fianco. "Hai mai avuto... come dire la sensazione che tu e lui foste legati da una specie di filo?"
Kaede sembrò pensarci un attimo, ma nemmeno troppo.
"Sì, qualche giorno fa lui mi ha chiamato telepaticamente e io l'ho sentito... non mi era mai successo..."
La professoressa scattò in piedi trascinando con sé Kaede.
"Forza scemo! Perché non studi, mi chiedo??"
Kaede si era ritrovato trascinato da un polso verso la porta della cucina chiusa che Veda si stava preoccupando di aprire non troppo delicatamente.

Anche se aveva dei dubbi il sorriso di Sendo, che per la prima volta da quando lo conosceva sembrava falso e l'odore della bevanda lo rassicuravano.
Akira continuava a incitarlo, anche se non sembrava molto convinto e proprio nel momento in cui si era deciso e il bicchiere era arrivato vicino alla bocca, la porta si era spalancata e la professoressa aveva ordinato a Kaede di scaraventare via quello che stava per bere.
Così in meno di un secondo aveva visto con la coda dell'occhio Kaede alzare un braccio e l'ampolla-bicchiere finire contro la parete opposta, rischiando di prendere in pieno il viso di Sendo.
"Kaede che fai??" Sendo era balzato in piedi preoccupatissimo.
Rukawa aveva tirato un sospiro di sollievo ed era corso ad abbracciare uno shockatissimo rossino che aveva ricambiato l'abbraccio senza capire ma conscio che il pericolo (perché sentiva che c'era appena stato un pericolo) era passato.



Hanamichi si svegliò di soprassalto guardandosi intorno.
Era in una stanza che conosceva bene con accanto il suo koibito che dormiva pacifico con la testa sul suo petto e le braccia che lo imprigionavano in una piacevolissima gabbia.
Cominciò ad accarezzargli le spalle e il fianco, le due parti di quel corpo perfetto che le sue braccia stringevano.



FLASHBACK - POV HANAMICHI
Kaede mi sta abbracciando forte e... Sta piangendo?
"Kacchan ma che hai?"
"Nulla, sono solo felice"
Lo stringo forte cercando di consolarlo anche se non so da cosa.
Vedo Sendo guardarci con aria interrogativa, poi si gira verso la loro insegnante ancora più perplesso.
"Ma prof...."
"Calmo Akira è tutto a posto... E' lui, solo che questo tonto di Rukawa non se n'era mai accorto."
"Accorto di cosa? Ma parlate di me?"
Adesso è il mio turno di guardarli perplesso... Kaede esce dal mio abbraccio e mi porta in salotto dicendo anche agli altri di seguirlo. Ha smesso di piangere per fortuna e mi sembra che la strana aura che lo avvolgeva da due o tre giorni sia scomparsa... mah!
Ci sediamo e il mio Kacchan non fa altro che stringermi la mano e accarezzarmi... da quando è così tenero?
"Kae..."
"Ascolta Hana e non arrabbiarti... Il consiglio della nostra scuola aveva stabilito che tu prendessi una pozione che ti cancellasse tutti i ricordi di questa settimana, almeno quelli che riguardavano me e Sendo e la magia e... quello che io e te proviamo l'uno per l'altro."
"Cosa??" la mia stretta intorno alla sua mano si stringe.
Che significa questo? Che avrei dovuto dimenticare di amarlo?
"Hana ascolta il fatto è che... il consiglio... noi crediamo non veda di buon occhio la vostra unione..."
Mi volto verso Akira che ha appena parlato. Perché siamo due ragazzi allora non possiamo amarci?
"Perché siamo due ragazzi allora non possiamo amarci?" al mia voce è calma, ma di quella calma che precede la tempesta. Non è l'effetto della pozione a farmi dire quello che penso, ma la rabbia che mi monta dentro per i pregiudizi che persino dei maghi hanno... Certo che se non sono loro di mentalità aperta! Ma alla fine... chissenefrega!!
"Ascolta Sakuragi... questo ora non ha importanza, perché adesso che lo abbiamo scoperto nemmeno il consiglio vi potrà dividere!"
"Scoperto cosa?" la mia domanda mi sembra lecita! Perché tutti parlano di qualcosa che io non capisco???
"Hanamichi ti avviso ufficialmente che dovrai restare con Kaede per il resto dei tuoi giorni perché tu sei colui che gli è destinato!"
"E credi che adesso che lo so cambierà qualcosa?" vedo Kaede che mi guarda con un po’ di paura. Tranquillo amore, non serve il porcospino per sapere una cosa del genere! "Io lo so che starò con Kacchan per il resto della mia vita, non dovevi dirmelo tu porcospino!"
Kaede si rilassa e anche Akira sembra tirare un sospiro di sollievo. Evvai!
Tremate gente, Hanamichi è tornato!
"Ascolta Sakuragi il destino di tutti gli esseri viventi è scritto, ognuno di noi ha una strada da seguire. Ma mentre per le persone normali niente è certo e ogni cosa può cambiare per i telepati questo non è vero, non completamente almeno."
"Cioè?"
"Tutti possono cambiare il loro destino scegliendo strade non previste o seguendo idee che escono dagli schemi. Insomma il libero arbitrio rimescola continuamente le carte e questo vale anche per i telepati, o quasi..."
"Per noi una sola cosa è scritta ed immutabile: l'amore. In questa e in tutte le vite che vivremo potremo amare una sola persona, sempre la stessa, adesso e per l'eternità." E' stato Kaede a parlare. Questa è la prima cosa che dice dall'inizio di tutto questo discorso. Continua a stringermi come se avesse paura che potessi scappare. Se solo me lo avesse detto prima! E invece ha dovuto subire tutto questo da solo... Ah, ma dopo mi sente!!! Certo sono felice che lui abbia detto proprio questa frase, è un messaggio per me... e infatti detto questo lascia di nuovo la parola alla sig. Veda
"E grazie a quello i nostri poteri aumentano. Dal momento in cui ci innamoriamo veramente siamo in grado di leggere esattamente i pensieri della persona amata e diventiamo capaci di vedere molto più nitidamente anche nelle altre persone, molto comunque dipende anche dalla forza del telepate stesso."
"Ma scusate, allora perchè avrei dovuto prendere lo stesso quella pozione? Kaede legge i miei pensieri."
"Perché quel deficiente del tuo ragazzo non ci ha detto la cosa fondamentale!"
Ehi non chiamare così il mio amore! Guardo Akira che capisce al volo che non può parlare così del mio ragazzo, solo io posso!!
"Il fatto è che... C'è un evento fondamentale che lega il telepate alla persona amata: sentirla. Tu una volta hai chiamato Rukawa con il pensiero e lui è arrivato da te grazie a quella chiamata, vero?"
"Sì, ma..." Non capisco molto bene... Se è un telepate, visto che i telepati sentono i pensieri della persona amata, è ovvio che senta se lo chiamo con la mente, o no?
"No, non è ovvio."
"Ehi non frugare nella mia testa!" Mi mette un po’ a disagio sapere che lui può conoscere tutto quello che penso come quando ero sotto l'effetto della pozione...
Kaede mi guarda divertito e con una strana luce negli occhi... ho paura!! Adesso userà i suoi poteri su di me!
"E poi una volta ti ricordi che ti ho parlato telepaticamente?"
"Ah quella volta in palestra!!"
"Kaede dircele queste cose per evitare tutti questi problemi, no? Sakuragi vedi queste cose non si possono fare con chiunque, ma solo con chi ci è stato destinato... Ma io dico, Rukawa, sei un telepate, 'Teoria della telepatia' non la studi mai?"
"Ehm... E l'unica materia in cui ho solo 7..."
"E si vede!"
"Scusa quanto hai nelle altre?" O mammina sto con un genio...
" Dieci... e comunque non con un genio, con uno stregone..."
"L'hai fatto di nuovo!"
"Ok, Sendo noi possiamo anche andarcene. Devo riferire al consiglio..."
La strega si alza e ci saluta con la mano, mentre Sendo si comincia ad avviare verso la porta. Anche noi ci alziamo per seguirli.
"Bene, spero che da adesso in poi possiate essere felici... Sakuragi dovrai presentarti al consiglio per la cerimonia di elezione..."
"Cerimonia di che?"
"Elezione a mia anima gemella do'aho, una specie di matrimonio..."
"Oh... Una specie di cosa???" mi sa che ho alzato un po’ troppo il tono... vabbè, ma di che mi preoccupo? Io amo Kacchan e se sono destinato a stare con lui o no non mi importa.
Kaede sorride, mi ha letto di nuovo il pensiero! Io il volpino lo strozzo!
"E poi credo che dovrai cominciare a studiare anche tu visto che il tuo potere è aumentato in questi giorni grazie all'amore."
"Eh già! L'amore fa miracoli! Andiamo prof.? Ciao piccioncini, ci si vede!"
"Sì, andiamo arrivederci ragazzi!"
Sia Sendo che la loro professoressa ci regalano un sorriso enorme, sono anche loro felici per come si è risolta questa faccenda.
Ora sono finalmente solo con il mio Kacchan... non mi sembra vero che stessero per togliermi il mio amore...
"Ma non è successo... Io non ti lascerò mai andare via... Ricorda la promessa, niente e nessuno ci dividerà. Se non in questa, nella prossima o in quelle che seguiranno noi saremo felici... insieme."
"Sì, saremo felici... insieme..."
Ci baciamo come se non lo facessimo da secoli, con amore, passione, ardore, felicità e sicurezza. La sicurezza che niente e nessuno potrà mai toglierci il nostro amore.

FINE FLASHBACK



Kaede si svegliò. Sentiva che Hanamichi era sveglio, lo poteva percepire anche nel sonno. Anche tra le braccia di Morfeo infatti un frammento della sua coscienza era all'erta e pronto a scattare se solo il suo amore avesse avuto bisogno di lui.
Aprì lentamente gli occhi e vide quelli nocciola di Hanamichi fissi nei suoi, che lo guardavano con dolcezza.
"Ti ho svegliato?"
"No..." la voce impastata dal sonno, ma una tenerezza che non sembrava possibile.
"Allora come mai..."
"Shhh..."
Rukawa gli mise un dito sulle labbra per impedirgli di parlare oltre, non avevano bisogno di parole, non più ormai.
"Ti amo Hana-chan e ti amerò sempre, nessuna pozione e nessuna magia potrà cambiare questo, capito?"
"Anche io ti amo Kacchan... e non provare a leggere cosa sto pensando ora altrimenti non ci sarà pozione di guarigione che ti potrà salvare la vita!"
Rukawa lo guardò un istante indagando nella mente del suo koibito ma si ritrovò in un sogno ad occhi aperti... sogno a luci rosse vietato ai minori di diciotto anni... e forse diciotto sarebbero stati pochi!

Hanamichi gli sorrise soddisfatto intuendo che le guance del suo ragazzo si erano tinte di una tonalità di rosso fuoco. Gli si avvicinò, lo guardò negli occhi un ultimo istante prima di baciarlo con tutto l'amore di cui era capace e quello fu un bacio davvero... magico!!

 

OWARI